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lunedì, 20 Maggio 2024

Chiamparino: “Uscire dalle ambiguità sul futuro di Mirafiori”. Su Di Maio: “Ha una concezione della democrazia pericolosa”

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

di Moreno D’Angelo

Chiamparino scende in campo e non le manda a dire né alla Fca, sul destino di Mirafiori in un momento di rilancio, nè ai pentastellati per le loro critiche ai sindacati e per il loro strano modello di democrazia.

«Sarebbe tempo che Fca uscisse dall’ambiguità e dicesse quando entrerà in produzione il secondo modello che da tempo è previsto nei piani dell’azienda». Il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, intervenuto all’assemblea di delegati e quadri Uil nordovest, ha così definito quello che ritiene un passaggio chiave, anche alla luce del valore simbolico e concreto di Mirafiori: «Una scelta indispensabile per riportare la piena occupazione – precisando – Lo dico senza polemiche, ma e’ un passo fondamentale per rafforzare i segnali positivi della ripresa che comincia a intravedersi anche nella nostra regione».

Chiamparino nell’occasione ha replicato, senza nominarlo direttamente, alle critiche portate avanti contro i sindacati nei giorni scorsi dal candidato premier M5s Luigi Di Maio: «Fondamento della democrazia è che ci sono delle regole per cambiare non qualcuno che obbliga qualcun altro al cambiamento». Sempre rivolto in chiave polemica ai pentastellati ha ricordato: «Capisco che oggi sia inevitabile la leaderizzazione della politica perché le bandiere dei partiti non bastano più. Ma attenzione a che questo non diventi un rapporto diretto e univoco del leader con i cittadini, saltando i corpi intermedi, se no può portare a delle parole, che probabilmente precedono il pensiero, come quelle sentite nei giorni scorsi “cambiate se no vi cambiamo noi”». Chiamparino ha concluso augurandosi «che davvero siano parole che precedono il pensiero o sarebbe una concezione della democrazia assai pericolosa».

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