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sabato, 24 Ottobre 2020

Caso Tundo: continua il braccio di ferro con l’azienda di trasporti

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Scritto da Gabriele Druetta

«Fonderemo un comitato per continuare a seguire da vicino questa vicenda. Il servizio è ripreso a singhiozzi ma mancano ancora molte certezze, che per noi non sono da considerare secondarie». A parlare è Katia, mamma di una bambina che in questi mesi ha subito il disservizio del trasporto disabili per le scuole che il comune ha appaltato alla ditta Tundo. Diverse famiglie hanno infatti denunciato che il pulmino non abbia eseguito il regolare giro per prendere i ragazzi a casa e riportarli dopo scuola, chiedendo ragioni all’assessora all’Istruzione Federica Patti.
La Patti, durante la seduta del consiglio comunale di ieri, ha aggiornato la situazione ammettendo che la Tundo ha causato, dall’inizio dell’anno scolastico, forti disagi a molte famiglie torinesi assicurando di garantire il servizio, fino a nuova assegnazione, affidando le linee scoperte a due diverse ditte.
Per molte famiglie infatti il servizio è ripartito da qualche giorno; già oggi però c’è chi ancora ha avuto problemi col passaggio del pulmino. Questo fa accrescere la mancanza di fiducia nei confronti del Comune e, per questo, il Comitato, che verrà costituito dai genitori dei bambini, porterà avanti il dialogo con l’Avvocatura comunale.
«La mia preoccupazione – ribadisce Silvio Magliano, Capogruppo dei Moderati in Consiglio Comunale – è anche per l’operatività: è fondamentale che le famiglie siano prontamente informate di eventuali cancellazioni di corse. Se una cancellazione è un disagio, una cancellazione non comunicata diventa un problema serio. A me risultano ancora segnalazioni di disservizi, benché a verbale la Giunta abbia dato, in questo senso, garanzie». Le famiglie restano sfiduciate e spaventate dal disservizio che hanno subito e che alcune di loro continuano a subire; per questo continueranno a battersi affinché l’assegnazione del nuovo appalto avvenga il prima possibile e che il Comune ponga una clausola di autotutela. Infine chiedono che la Città imponga sanzioni alla ditta Tundo, che in questi mesi non ha svolto il suo dovere, non tutelando così i cittadini più deboli della nostra città.
Se da un lato però il Comune dichiara che il servizio per i bambini riprenderà regolarmente, d’altro canto l’assessora Patti è stata costretta ad informare che la situazione dei lavoratori della Tundo rimane ancora sospesa. I conducenti dell’azienda infatti non vengono pagati da mesi; il Comune ha preso infine la decisione di erogare gli stipendi non pagati, avviando le procedure dell’articolo 30 del Codice degli appalti. La situazione però viene complicata dal fatto che la ditta non presenti i documenti necessari per l’avvio della procedura. Se l’azienda non dovesse rispettare la scadenza del 23 novembre l’avvocatura comunale inizierà a rapportarsi con gli stessi dipendenti e i subappaltatori per ricostruire le pendenze retributive.

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