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giovedì, 9 Aprile 2020

Caso Ream, un mistero sulle lettere dei dirigenti contrari a posticipare il debito

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Andrea Doi
Andrea Doi
Giornalista dal 1997. Ha iniziato nel '93 al quotidiano La Nuova Sardegna. Ha lavorato per Il Manifesto, Torino Sera, La Stampa. Tra le sue collaborazioni: Luna Nuova, Il Risveglio del Canavese, Il Venerdì di Repubblica, Huffington Post, Avvenimenti e Left. Dal 2007 a Nuova Società, di cui è il direttore dal 2017.

Secondo gli inquirenti le due missive di Tornoni e Rosso erano allegate agli emendamenti, ma vennero tolte dai documenti da presentare ai Revisori. Il 3 maggio Appendino risponde ai dirigenti che il voto è già corso. Ecco la lettera della sindaca. 

 

Nell’inchiesta Ream ci sono due lettere che sono diventate molto importanti per gli inquirenti.
Chi indaga al caso, che ha portato agli avvisi di garanzia per la sindaca Chiara Appendino, il suo capo di Gabinetto Paolo Giordana e l’assessore al Bilancio Sergio Rolando con l’accusa di falso ideologico in atto pubblico, sta ricostruendo il percorso fatto da quelle due missive, firmate dall’allora direttore finanziario Anna Tornoni e dal dirigente al Bilancio Roberto Rosso.
Di questi due documenti inviati alla sindaca, a Giordana, a Rolando ne avevamo parlato (leggi articolo): Tornoni e Rosso sollevavano perplessità sulla decisione dell’amministrazione di posticipare la restituzione di 5 milioni che la Ream aveva versato per l’area ex Westinghouse.
Adesso per la Procura e la Guardia di Finanza potrebbero proprio essere queste due lettere la conferma che Appendino, Giordana e Rolando avrebbero “indotto in errore” Giunta, Revisori dei conti e consiglio comunale facendo approvare un bilancio dove era assente il debito.
Infatti, per l’accusa, le missive erano allegate alla presentazione degli emendamenti, ma sarebbero scomparsi dal faldone di documenti visionati dai Revisori dei conti nelle ore precedenti il voto.
Questa anomalia sarebbe anche oggetto degli esposti consegnati in Procura dal Collegio dei Revisori.
Il 27 aprile Tornoni e Rosso scrivevano che rimandare il debito al 2018 «non elimina il fatto che il debito stesso sia sorto nel 2016 e che in quell’esercizio avrebbe dovuto di conseguenza essere finanziato e pagato il prima possibile». Opinione ripettuta una settimana dopo nella lettera datata 3 maggio. Il giorno del voto in Consiglio comunale.
Alla lettera del 3 maggio Appendino e Rolando rispondono lo stesso giorno, precisando di voler procedere per la strada già decisa perchè «la vostra comunicazione è arrivata alle ore 14.00, mentre era in corso l’approvazione del Bilancio in Consiglio Comunale, che è stato illustrato in data 21 Aprile. Si ritiene per tanto opportuno proseguire il percorso concordato». (Vedi foto a fine articolo)
Sul mistero delle due lettere (apparse e poi sparite) si sarebbe concentrata anche la testimonianza di Nadia Rosso, che insieme a Herri Fenoglio, il presidente, e Maria Maddalena De Finis fa parte del collegio dei Revisori, ascoltata sabato mattina.
Sempre sabato pomeriggio invece i procuratori aggiunti Marco Gianoglio ed Enrica Gabetta hanno interrogato per quattro ore l’assessore Sergio Rolando seguito dall’avvocato Fabio De Mateis del Foro di Milano. Mentre nei prossimi giorni è il turno di Paolo Giordana.

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La lettera di risposta di Appendino e Rolando a Tornoni e Rosso il 3 maggio

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