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venerdì, 18 Giugno 2021

Bilancio positivo per la Regione Piemonte

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Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Un bilancio in positivo per 274 milioni e in miglioramento rispetto agli anni precedenti. Così la Corte dei Conti ha parificato il rendiconto di bilancio 2019 della Regione Piemonte. Le entrate complessive sono state di 13,6 miliardi e le uscite di 13,7 miliardi. Negativo invece il risultato di amministrazione complessivo con un disavanzo di oltre 6,2 miliardi che comunque migliore rispetto al passato con un recupero di 325 milioni l’anno. Ad incidere particolarmente sul bilancio è la sanità, con 8 miliardi, oltre il 70% della spesa complessiva.

“In un momento così difficile la Corte dei Conti ci dice che abbiamo ridotto di 300 milioni il disavanzo complessivo della Regione, quindi non solo non abbiamo fatto debiti, ma abbiamo pagato dei debiti che ci siamo trovati. Credo che questa sia la migliore testimonianza dell’impegno che ci stiamo mettendo”, ha commentato il governatore del Piemonte Alberto Cirio

“Ci sono – ha detto Cirio – tutta una serie di dati che ritengo molto positivi, a partire da quelli del pagamento delle aziende: i fornitori della Regione vengono oggi pagati in otto giorni contro i 28 dell’anno precedente. Inoltre abbiamo ridotto del 40% le partecipazioni, il che vuol dire che la Regione è uscita da tutte le società non strategiche e che rappresentavano solo un costo”. 

“Sui fondi europei – ha aggiunto, rispondendo al rilievo della Corte che vanno spesi maggiormente – si testimonia ciò che vado dicendo da tempo: purtroppo la gestione che abbiamo ereditato non era efficiente per la capacità di spesa. Siamo a conclusione della programmazione e abbiamo la necessità di chiudere pagamenti che non testimoniano una grande vivacità. Cosa diversa sarà dall’anno prossimo, quando la programmazione potremo farla noi”.

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