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mercoledì, 22 Maggio 2024

Bilancio consolidato in alto mare: niente supplenti nelle scuole e niente comandante dei vigili

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Tra le principali novità della riforma della contabilità pubblica, vi è quella del bilancio consolidato dei Comuni. In pratica, oltre a fornire i dati (consueti) sul proprio bilancio, gli enti locali devono consolidare i conti con le proprie partecipate.

Dal 2012 in verità i Comuni espongono la posizione debitoria e creditoria verso le società pubbliche di cui detengono il capitale, allo scopo di rappresentare compiutamente i conti pubblici. Già, perché debito e credito tra partecipata e comune si “compensa” dentro un gruppo omogeneo, ma la posizione del settore pubblico verso l’economia reale invece rappresenta un dato importante.

Il termine ultimo per l’adozione dello strumento era il 30 settembre 2017. Ma il Comune di Torino non ha rispettato tale data e sembra navigare a vista. Evidentemente, tra inchieste giudiziarie e caos organizzativo conseguente al “balletto” creato dallo spostamento dei dirigenti, questa scadenza deve essere stata “dimenticata” o comunque sottovalutata.

http://www.nuovasocieta.it/ metropoli/bilancio-2017-per-i- revisori-non-ce-il-pareggio/

La mancata approvazione del bilancio consolidato entro la data stabilita ha una conseguenza gravissima: l’inadempimento sta bloccando da mesi il funzionamento del Comune. Infatti, la sanzione è l’impossibilità ad assumere personale a qualsiasi titolo, compresi i supplenti nelle scuole. E sta montando, attraverso i sociali, la protesta di insegnanti e genitori per le gravi carenze di servizio. Non è sufficiente che, a “calmare” il mondo dei genitori, la Appendino abbia assoldato come assessora proprio la ex factotum del coordinamento genitori. Non sempre cooptare il dissenso organizzato garantisce un tregua forzata.

Comandante dei Vigili, blocco ed escamotage

Stranamente da diverso tempo non si sentiva più parlare del nuovo Comandante della Polizia Municipale. Dopo lunghe traversie è stato scelto, Emiliano Bezzon che da Varese è arrivato a Torino, che in realtà non potrebbe essere nominato. Eppure con determina dirigenziale a firma Donotti (Personale) e Lubbia (Bilancio) il 27 ottobre sembra gli sia stato conferito l’incarico, ma la determina è sospesa. Costerà comunque ai contribuenti circa 100.000 euro l’anno più circa 30.000 euro di premi di risultato. Per buona pace della Bassanini e dello staff.

Si tratta di un incarico ex art. 110 Tuel, quindi un “dirigente Bassanini”, appunto. Ma per accelerare il suo arrivo, il 27 ottobre con altra determina dirigenziale, come detto, gli è stato attribuito il “comando”. L’articolo 56 t.u.n. 3/1957, descrive il caso per cui il pubblico impiegato, titolare di un posto di ruolo presso una pubblica amministrazione, viene temporaneamente a prestare servizio presso un’altra amministrazione o presso altro ente pubblico e importa, da un lato, l’obbligo di prestare servizio presso un ufficio od un ente diverso da quello di appartenenza e, dall’altro, la dispensa dagli obblighi di servizio verso l’amministrazione di origine. Il Comando durerebbe un mese: dal primo novembre al 30 novembre.

Nella determina si parla di opportunità di “far precedere l’affidamento dell’incarico da un periodo di comando a tempo parziale..” http://www.comune.torino.it/ giunta_comune/intracom/htdocs/ 2017/2017_04523.pdf

La determina di nomina, invece non è disponibile sul web.

Il comma 1-quinquies dell’art. 9 del d.l. 113/2016, prevede che in caso di mancato rispetto dei termini  previsti per l’approvazione del bilancio consolidato (oltre che dei bilanci di previsione e dei rendiconti) gli enti inadempienti non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto, fino a quando non abbiano adempiuto. Sorge una domanda: dopo mesi di attesa, davvero non si poteva aspettare ancora qualche settimana invece di cercare certi escamotage?

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