di A.D.
Lunedì arrivano i rappresentati dei G7 in città, ma Chiara Appendino non ci sarà. Infatti la sindaca sarà a Madrid per un impegno istituzionale (si parla di un convegno).
Anche se il G7 non si svolgerà nel capoluogo piemontese, ma a Venaria Reale, erano ipotizzabili, visto che i rappresentati verranno ospitati sotto la Mole, i saluti della prima cittadina. Invece (anche se non si conoscono i dettagli del protocollo) si farà probabilmente sostituire dal vicesindaco Guido Montanari (fervente anti-G7) anche se c’è chi fa il nome dell’assessore al Commercio Alberto Sacco.
Il viaggio in Spagna è un ulteriore dettaglio che va ad aggiungersi alla già accesa polemica targata G7. «La cosa più triste e irritante di questi giorni è constatare che la sindaca Chiara Appendino consideri Torino come il tinello di casa sua e il G7 come una iattura da far passare il prima possibile e non come una grande opportunità di visibilità internazionale della Città – dice il capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo – salvo poi inondare di parole giornali e convegni sulla sua “idea” per l’attrazione di investimenti a Torino che chiama “Open for Business” che al momento, in 14 mesi, non si sa bene cosa abbia partorito e che appare, come molte altre cose propagandate, uno slogan fuffoso e vuoto di strategia e contenuti».
«Torino Open? For Business? Mah…Industria, Lavoro e Scienza sono una cifra distintiva di Torino nel mondo. Peccato che chi dovrebbe rappresentare tutta la Città e non solo la sua parte politica sia ostaggio della paura di non essere più capace a gestire un grande evento e del provincialismo e della connivenza con gli antagonisti che caratterizza la sua maggioranza del M5S.
Chi alla fine ci rimette davvero è la Città. E questo fa davvero rabbia. Anche perché occasioni così non ripassano ogni anno», conclude Lo Russo.





