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domenica, 19 Aprile 2026

A Torino e in Piemonte tira una brutta aria: 62 sforamenti. Muroni (Legambiente): “Le soluzioni ci sono ma serve una forte volontà politica“

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di Moreno D’Angelo

Un massacro silenzioso che causa 60mila morti all’anno per gli eccessi di polveri sottili in Italia. Oggi la concentrazione di pm10 prevista oggi è di 107 mcg/m3, stabile domani, 104, in diminuzione domenica, (80). Un quadro da semaforo “arancione” è scattato in diverse zone del Piemonte per i livelli raggiunti dalle polveri sottili. Un fenomeno che rappresenta un comprovato grave fattore di rischio per la salute umana.

Le cause sono sempre le stesse: inquinamento dal traffico auto e riscaldamento domestico. Una cappa di smog che l’alta pressione, persistente sul Piemonte, trattiene a bassa quota. Il risultato è il superamento in molte città, tra cui primeggia Torino, della soglia limite per i valori di polveri sottili Pm10 (50 microgrammi al metrocubo) che è consentita per 35 giorni l’anno.

Il record degli “sforamenti torinesi” emerge dai dati Legambiente che, aggiornati al 6 dicembre,ne hanno rilevati 62 a Torino, seguita da Frosinone (59), Venezia (53), Milano (52) e Padova (50). Un fenomeno che interessa l’intera Pianura Padana come testimoniano i dati di Mantova (45), Padova (45), Treviso (44)e Vicenza (43). In diversi di questi Comuni sono scattate le consuete misure che limitano la circolazione a determinate fasce o a targhe alterne.

Il fenomeno riguarda anche diverse realtà piemontesi in cui si sono registrati per 7 giorni consecutivi un superamento dei limiti di guarda per le polveri sottili. Questo comporta, nella simbologia che rappresenta a livello regionale questo rischio, l’indicazione del cosidetto “semaforo giallo” che oggi, oltre all’area metropolitana torinese,interessa la provincia di Cuneo (Alba, Bra e Savigliano), Asti e Vercelli.

Negli indicatori di allarme per la qualità dell’aria scatta invece il colore arancione dopo tre giorni consecutivi di rilievi oltre i 100 microgrammi al metro cubo, mentre per il rosso cinabro devono registrasi tre giorni di fila oltre i 150 mcg/m3 e per il rosso vivo il valore deve superare i 180 mcg/m3.

A Torino si prevede la circolazione targhe alterne nel corso della prossima settimana. Inutile aggiungere che occorre fare ancora molto per incentivare l’uso sicuro di biciclette e dei mezzi pubblici, unica alternativa all’inquinante automobile. Legambiente ribadisce come l’inquinamento atmosferico – in base ai recenti dati dell’Agenzia europea per l’Ambiente – resti il principale fattore ambientale di rischio per la salute umana: abbassa la qualità della vita e si stima sia causa di 467 mila morti premature l’anno. In Italia sono circa 60 mila all’anno le morti da polveri sottili. Oltre ai dati Legambiente solleva alcune critiche alla gestione di questa emergenza che si ripresenta ad ogni inverno: «Le cause dello smog sono note e le soluzioni ci sono ma occorre una volontà politica forte per metterle in campo» è il pensiero di Rossella Muroni presidente di Legambiente – che sottolinea come Il Piano del ministero purtroppo non si sia mai trasformato in misure concrete e incisive all’interno delle nostre città. Tutto questo mentre i numeri dell’emergenza rischiano di aumentare nei mesi invernali. «Uno dei nodi principali da affrontare è il trasporto a livello urbano ed extra urbano – conclude Muroni – bisogna poi uscire dalla dipendenza dei combustibili fossili, puntando su fonti rinnovabili; e investire nella riqualificazione energetica degli edifici, garantendo così una riduzione nelle emissioni dagli impianti di riscaldamento domestici».

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