L’ordinanza con cui il governatore del Piemonte Alberto Cirio stabilisce l’obbligo per le famiglie di misurare la temperatura ai bambini prima di entrare a scuola continua a destare polemiche.
“C’è solo rumore di fondo nella Giunta regionale in merito al rientro a scuola e così si mandano in tilt le famiglie che ogni giorno assistono a questo delirio da “annunciate” commenta Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione.
“Cirio si misuri la febbre e porti l’autocertificazione in Capigruppo appena gli passa l’incandescenza da annuncio” – prosegue Grimaldi, ricordando i numerosi strilli di agenzia prontamente ritirati o sbugiardati: “Sul finire della scorsa settimana Marnati ha annunciato che ci sarebbe stato un medico in ogni scuola, fatto smentito categoricamente lunedì scorso dall’Assessore Icardi; martedì l’Assessora Chiorino, prima di fare scena muta davanti alle nostre domande, ha annunciato 500.000 mila euro per l’acquisto futuro di termometri per ogni scuola, mentre oggi su tutti i giornali leggiamo che la Regione non ha spedito un termometro”.
Per Grimaldi poi “ad aggiungere altra confusione c’è l’Ordinanza regionale di ieri, nel quale Cirio ‘raccomanda a tutte le scuole di ogni ordine e grado del Piemonte di adoperarsi con ogni mezzo a disposizione al fine di procedere alla misurazione della temperatura corporea agli studenti prima dell’inizio dell’attività didattica’ ma anche di obbligare tutte le scuole a leggere le autocertificazioni prima di entrare”.
“Noi non ci stiamo capendo più niente, e immagino in che condizioni siano i tanti genitori alle prese con uno o più figli che lunedì dovrebbero entrare in classe: noi avevamo ipotizzato che la misurazione della febbre in classe potesse essere effettuata per la fascia d’età 0-6, dove i numeri sono piccoli, e la situazione più gestibile, non ci immaginiamo certo cortei e assembramenti di centinaia di studenti davanti alle scuole elementari, medie e superiori. Anche perché – conclude Grimaldi – a me non risulta che la Giunta abbia provveduto a organizzare una macchina così imponente di controlli né che i termoscanner siano arrivati in qualche scuola”.





