11.9 C
Torino
mercoledì, 22 Aprile 2026

Sogno un’Amazzonia…(II)

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Il Sinodo sull’Amazzonia aveva il compito di un’analisi complessiva della drammatica situazione della regione per un progetto di “ecologia integrale”, non limitato all’habitat saccheggiato da un’economia predatrice, ma esteso alle problematiche etnico-culturali, sociali, nonché religiose. Anche la chiesa locale era, quindi, invitata ad una disamina dalla sua azione evangelizzatrice e delle sue criticità, in particolare la scarsità del clero e la condizione della donna, presenza imprescindibile per la sussistenza delle comunità cristiane, e le relative proposte d’un sacerdozio uxorato e la definizione d’una ministerialità femminile, entrambe già suggerite nella guida ai lavori sinodali.

Due problemi urgenti per l’Amazzonia, ma da tempo ampiamente dibattuti, soprattutto nell’area occidentale della chiesa. Che senso ha oggi il celibato sacerdotale e perché l’istituzione ecclesiastica è così restia a riconoscere alle donne parità di diritti sia per ruoli direttivi che ministeriali? Dibattiti non di poco conto, tanto da aver creato due fronti contrapposti, l’uno sereno, certo del sì di Francesco a ministeri femminili e al sacerdozio uxorato, prima breccia nel celibato imposto; l’altro cupo per l’ulteriore sfaldamento della Tradizione offrendo nuovo spazio alla secolarizzazione.

La Querida Amazzonia ha ora capovolto le posizioni, deludendo profondamente i primi e rincuorando i secondi. In essa, infatti, Francesco conferma l’indispensabile ruolo delle donne nella chiesa e apre loro “l’accesso a funzioni e servizi ecclesiali che non richiedano l’Ordine”, giacché “Gesù si presenta come Sposo della comunità che celebra l’eucarestia attraverso la figura di un uomo”. Concedere loro il sacerdozio sarebbe “clericalizzare le donne… e provocherebbe un impoverimento del loro indispensabile contributo”. Non è granché, ma almeno Francesco si è ricordato dello spazio dato alla donna nel dibattito sinodale. Invece, sull’ammissione al sacerdozio di uomini di provata fede, ma sposati, totale silenzio. Eppure il problema era stato affrontato ampiamente nel Sinodo e positivamente risolto a maggioranza assoluta, lui presente! Avrebbe potuto fermare quel dibattito esponendo le sue ragioni e, prima ancora, impedirne anziché favorirne l’acquisizione nell’Instrumentum laboris. Nulla su tutto ciò. Solo silenzio e neppur motivato, quasi uno sgarbo, per non dire una beffa, ai padri sinodali.

Come interpretare questo comportamento?  E’ vero che Francesco spesso lancia idee senza porle nell’immediato in atto, lasciandone al tempo la maturazione. Qui, però, le idee il Sinodo, forse anche pensando di interpretare il suo pensiero, le aveva maturate e consegnate alla sua finale decisione. Anziché manifestarla, un lugubre inatteso silenzio che, associato la suo invito a rileggere attentamente il documento conclusivo del Sinodo, ha creato una situazione del tutto confusionaria. Come interpretare il suo silenzio? Approvazione, rifiuto, dilazione? Oppure un invito, questa volta tacito, ad affidarsi a qualche suo uomo di fiducia, come avvenne dopo il Sinodo sulla famiglia, quando, sulla riammissione all’eucarestia dei divorziati risposati rimandò all’interpretazione del cardinale Christoph Schoenborn? Se così fosse, questa volta gli interpreti potrebbero essere due e, per aumentare smarrimento e confusione, con opposte esegesi.

Uno è nientemeno che il cardinale Gerhard Mueller, alfiere dei conservatori da Bergoglio allontanato da Prefetto della Congregazione della Fede, il quale, uscita l’Esortazione, ha tosto pubblicato una lunga nota di commento secondo gli schemi della più classica teologia. “Questo testo può avere una forza riconciliatrice, come pure smantellare formazioni partitiche e ideologiche, evitare il pericolo di fughe o di aperte resistenze”. Una dichiarazione della sconfitta delle spinte riformatrici e, perché no, la sottaciuta soddisfazione per il ritorno nel recinto della tradizione d’un pontefice ritenuto, se non eretico, dottrinalmente poco affidabile. Nulla da dire fosse personale opinione. Di fatto tale non è avendogli Francesco indirizzato queste poche righe autografe: “Caro fratello, molte grazie per il tuo libro. Il tuo testo sul post-Sinodo mi piace”. Dunque, una validazione del commento. Dopo Schoenborn è la volta di Mueller come garante del pensiero papale?

Il secondo a cimentarsi col silenzio di Francesco è Victor Manuel Fernàndez, arcivescovo di La Plata, dato come suo sodale e consulente. In un articolo sul periodico online Religion digital egli afferma che il silenzio del papa non è da intendere come contrarietà all’ordinazione di uomini sposati, ma che ciò dovrà avvenire all’interno di “una complessiva struttura di servizi elaborata a partire dalla variegata realtà amazzonica, dalla sua cultura e dalle sue effettive possibilità”. Opera, aggiunge, non realizzabile “dall’oggi al domani… Un rito è una cosa seria che richiede una valutazione generale come pure un giudizio sinodale… Non nasce su uno scrittoio… Le proposte fioriranno lentamente, il popolo stesso le prenderà in considerazione, le valuterà e potrà cambiarle”. In breve: tacito consenso del papa alla possibilità di ordinare uomini sposati, però in un contesto rituale inculturato nella realtà amazzonica, in tempi lunghi, anche anni, di elaborazione. Ora conoscendo i tempi delle progettazioni vaticane e gli archivi come destino delle indicazioni sinodali, è prevedibile che l’Amazzonia non vedrà mai uomini sposati celebrare l’eucarestia.

Al termine di questa incursione nel documento di Francesco si possono fare le seguenti considerazioni: 1a- Il Sinodo aveva una dimensione ben più ampia d’un’analisi della situazione ecclesiale in Amazzonia. La speranza è che almeno sotto questo aspetto maturi qualche frutto constatabile. 2a- Francesco è stato una ventata di Spirito nuovo in un’istituzione arida di vangelo. Come suo riformatore strutturale, però, ha finora deluso. La chiesa resta mummificata nel suo passato, insignificante nel cammino della storia 3°-Nell’Esortazione Francesco espone con sincerità e calore i suoi sogni. Rimarranno t9ali?  (Fine)

Scritto da Vittorino Merinas

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano