Ammesso e non concesso che le preferenze prese alle elezioni possano far pensare all’eletto di rappresentare sempre la volontà dei “propri” elettori a prescindere e assumendo che tutti quelli che li hanno votati la pensino sempre come loro, anche sulle Olimpiadi, riassumo la situazione di quale peso specifico hanno nella Città di Torino i quattro consiglieri grillini che stanno tenendo sotto scacco Appendino e quindi l’intera Città di Torino sulla candidatura alle Olimpiadi 2026.
Damiano Carretto 810 voti, Daniela Albano 568, Viviana Ferrero 455, Marina Pollicino 185. Totale 2018 voti. In quattro.
Ora io mi chiedo e chiedo se sia corretto che si debba tentennare così sulla candidatura olimpica con equilibrismi assurdi per le posizioni assolutamemte ideologiche e aprioristicamente contrarie di queste quattro persone (che sarebbe interessante sapere se il dossier della Camera di Commercio l’hanno almeno letto) che occupano temporaneamente un posto in consiglio comunale a Torino.
Equilibrismi e temporeggiamenti quelli di Appendino (“mi candido ma non mi candido”, “le Olimpiadi sono brutte e cattive ma sono anche buone e belle”, ecc.ecc.) che vanno a danno di una intera comunità economica e politica di centinaia di migliaia di persone.
Davvero questa ambiguità della sindaca sta diventando stucchevole e se proprio vogliamo dircela anche decisamente contro gli interessi della comunità che rappresenta o che comunque dovrebbe rappresentare. Che non è il Movimento Cinque Stelle o comunque non solo quello.
Lo ribadiamo, i voti in Consiglio Comunale per dire si alle Olimpiadi glieli diamo noi. Il Pd. I grillini avranno tempo dopo per tutte le loro manfrine interne.
Adesso è il momento di agire compatti ed essere determinati verso il Coni e verso il CIO che poi quei giochi dovrà assegnarli.
Scritto da Stefano Lo Russo, capogruppo Pd in consiglio comunale a Torino
Olimpiadi 2026 Appendino esca dalle ambiguità e tiri dritto. E per la candidatura i voti li darà il Pd





