Il mondo politico piemontese e non esprime solidarietà a Stefano Esposito, il parlamentare del Partito Democratico che questa mattina si è trovato, davanti alla porta di casa, un sacchetto di spazzatura con all’interno tre bottiglie incendiarie e un biglietto.
Primo tra tutti è Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Io sto con il senatore Esposito e non con i vigliacchi che lo attaccano e lo minacciano – dichiara – Sulla Tav Il governo non arretra di un millimetro. I politici, gli amministratori locali, le imprese, i lavoratori che si stanno impegnando per la costruzione di questa infrastruttura strategica per il Piemonte, per l’Italia e per l’Europa ci hanno avuto e ci avranno sempre al loro fianco».
A nome di tutto il Pd Gianni Cuperlo, presidente dell’assemblea nazionale piddina, commenta la notizia: «Voglio esprimere a nome mio personale e di tutto il Pd solidarietà a Stefano Esposito, vittima di un ennesimo, intollerabile, gesto intimidatorio. Con Stefano continueremo a difendere la legalità contro la violenza e a perseguire, con tutti, nel confronto politico, il dialogo rispettoso. La violenza e le continue minacce sono inaccettabili – conclude Cuperlo – e non devono avere cittadinanza nella nostra democrazia. A Stefano Esposito giunga un affettuoso abbraccio».
Segue il segretario regionale del Pd Gianfranco Morgando, che afferma di essere vicino, assieme a tutto il partito, «al senatore Stefano Esposito e alla sua famiglia. Dopo le lettere con i proiettili e le reiterate minacce e intimidazioni,oggi un nuovo grave atto colpisce non solo lui, ma tutto il Pd e la comunità democratica». Poi continua definendo l’accaduto «un atto che conferma che vi sono individui e gruppi intenzionati a far crescere la tensione, fino a mettere in pericolo l’incolumità delle persone: vili delinquenti che si nascondono dietro le bandiere No Tav». Parole simili arrivano da Roberto Placido, consigliere del Pd a Palazzo Lascaris ed ex vicepresidente del consiglio regionale. Quella che ha colpito «l’amico e compagno Stefano Esposito è una vigliacca intimidazione di stampo terroristico e di modalità fascista – dice – a tutti è evidente che la Tav è solo un pretesto. Ciò che che viene messo in discussione è la libertà di un Parlamentare di adoperarsi a favore di un’opera e di esprimere liberamente le proprie opinioni. E quando ci accade è la democrazia stessa ad essere in pericolo. A Stefano Esposito va tutta la mia solidarietà personale, umana e politica».
Fabrizio Morri, segretario del Pd torinese, si dice «sconcertato» dal fatto che «qualcuno possa essere fatto oggetto di minacce e violenze, non è accettabile che la battaglia contro la Tav possa spingersi a gesti così estremi. Siamo certi che magistratura e forze dell’ordine faranno il loro dovere, ma gli autori di un gesto così codardo devono essere isolati. Non siamo intimoriti e andremo avanti con le nostre battaglie».
Giorgio Merlo, esponente del Pd, afferma che «la piena e totale solidarietà a Stefano Esposito è importante ma non più sufficiente. È necessaria una reazione forte e democratica ai rigurgiti di violenza, a tratti inaudita, che accompagnano il cammino della Torino-Lione. Da un lato c’è la democrazia, con il consenso e il dissenso democratico all’opera. Dall’altro c’è la violenza. La politica, i partiti, la società civile, gli intellettuali e i cosiddetti uomini di cultura adesso si devono schierare apertamente. Le posizioni intermedie o equivoche aiutano il brodo di coltura della violenza. A volte terroristica o paraterroristica».
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