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Torino sull’orlo del predissesto

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di Alberto Morano*

Come avevo già avuto modo di evidenziare la situazione dei conti della Città di Torino è molto difficile. Ciò trova conferma nella Relazione della Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte della Corte dei Conti redatta in data 12 Giugno 2017 ad esito della adunanza generale del 6 Giugno 2017 relativa al Consuntivo della Città di Torino 2015 ed al Bilancio Preventivo della Città di Torino 2016 – 2018.
Detta Relazione è stata consegnata in data odierna a tutti i consiglieri comunali.
La Corte dei Conti ha esaminato altresì la Relazione del Collegio dei Revisori del Comune di Torino relativa alla bozza di Rendiconto dell’Esercizio 2016 che dovrà essere approvato dal Consiglio Comunale nei prossimi giorni.
La Corte dei Conti evidenzia come le difficoltà finanziarie del Comune di Torino non traggono origine nell’Esercizio di competenza o nell’Esercizio precedente, ma sono il sintomo finale di una tensione che si è realizzata nel passato in plurimi esercizi in cui la spesa (ragionevolmente certa) è stata parametrata su accertamenti di entrata rivelatisi non attendibili.
La Corte dei Conti alla luce dei rilevanti elementi di squilibrio accertati nella sua Relazione ritiene necessario che il Comune di Torino predisponga un articolato piano di interventi da trasmettere alla Corte dei Conti entro il 30 settembre 2017 valutando altresì l’eventuale ricorso relativo alla procedura dell’articolo 243 bis del T.U.E.L.
Sottolinea in particolare la Corte dei Conti che il piano dovrà avere ad oggetto il contenimento della spesa corrente, l’andamento della riscossione e della gestione della cassa, il contenimento dell’anticipazione di tesoreria, la riduzione del disavanzo e dell’indebitamento, la regolazione delle pendenze con le società Partecipate.
Quanto precede, al di là delle decisioni che verranno assunte dalla Giunta, delinea con precisione la fattispecie del pre-dissesto finanziario del Comune di Torino di cui all’articolo 243 bis del T.U.E.L.
La situazione finanziaria del Comune di Torino è certamente il risultato dell’andamento gestionale di più anni. Non si può però non evidenziare come la Giunta Appendino non sia stata in grado di individuare efficaci misure ed abbia cercato di gestire con malizia ed improvvisazione l’emergenza.
Non è nascondendo i debiti che si sana il Bilancio.
Le misure dolorose che la situazione finanziaria del Comune di Torino imporrà saranno accettabili per i cittadini solo se inserite in un contesto serio e credibile di risanamento finanziario e sviluppo.
Temo che la Giunta Appendino e il Movimento 5 Stelle non siano adeguati al compito.

 

*consigliere comunale

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