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giovedì, 18 Luglio 2024

Da Appendino nessuna decisione strategica sui conti, ma solo dichiarazioni prive di fondamento

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Gianguido Passoni*
Negli ultimi mesi Torino non è stata governata: accecata dal tramonto negli occhi e intralciata dall’erba alta fino alle ginocchia, la Giunta Appendino non ha preso nessuna decisione strategica sui conti. Anzi, per mesi ha confuso le idee ai torinesi con dichiarazioni ad effetto risultate prive di fondamento alla prova dei fatti.
“Nel 2016 la spesa corrente risulta in diminuzione e la riscossione in competenza nel 2015 risulta accettabile e in miglioramento. Ciò dimostra l’impegno dell’amministrazione nel risanamento della situazione ed i primi tangibili risultati”.
In questa frase della Corte dei Conti si riassumono anni di impegno e di lavoro senza clamore che ha consentito di: ridurre il debito, quasi dimezzare l’ammontare dei contratti derivati, più che dimezzare residui attivi e passivi e il debito verso le partecipate, mantenere l’anticipazione di tesoreria ad un livello controllato.
Nel giorno in cui si certifica la non esistenza di debiti fuori bilancio verso le società di trasporto, la stessa Corte dei Conti afferma anche che “in conclusione, la Sezione ritiene certamente apprezzabile il continuo miglioramento della gestione corrente”.
Non solo, la magistratura contabile da atto che a partire dal 2015 il comune è stato in grado di recuperare in misura più che doppia rispetto alle attese le quote di disavanzo conseguenti il riaccertamento straordinario dei residui e ha previsto un cospicuo stanziamento per il Fondo Crediti Dubbia Esigibilità.
Inoltre, sono solo 2 su 10 i parametri di deficitarietà strutturale non rispettati, quando il consuntivo di Appendino in aula in questi giorni li ha già portati a 4.
Le chiacchere stanno a zero. Non abbiamo trascorso il nostro tempo a recriminare, ad attaccare il Governo di turno, a scaricare su altri le nostre responsabilità, ma abbiamo avviato un percorso concreto di risanamento e mantenuto in piedi i servizi.
Se la Corte dei Conti conclude la sua pronuncia chiedendo un monitoraggio semestrale dei conti – cosa mai successa prima – è perchè le incertezze sul futuro sovrastano qualsiasi eredità del passato.

 

*dalla pagina Facebook di Gianguido Passoni, già assessore al Bilancio del Comune di Torino

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