Una delle tante ricostruzioni racconta che alla domanda sul perché l’avesse fatto, l’assassino di John Lennon abbia risposto “perché lo amavo tanto”. Metaforicamente si può dire e riassumere allo stesso modo il motivo con cui oggi in aula la sindaca Chiara Appendino ha giustificato la giubilazione dell’ormai ex assessora Stefania Giannuzzi “perché ha lavorato bene”.
In realtà l’erba alta ovunque e le inutili domeniche ecologiche e il null’altro fatto dimostrano il contrario. Per i media e l’opinione pubblica la Giannuzzi è stata sostituita perché c’era da trovare un capro espiatorio, da calmare gruppo consiliare e movimento, da distogliere l’attenzione sui veri responsabili dei fatti di piazza San Carlo, anche se Appendino dice a gran voce (e giustamente) che (l’ex) assessore non c’entra nulla con quanto accaduto.
E poco importa alla sindaca se in un colpo solo ha archiviato il metodo dell’evidenza pubblica, il famoso bando di concorso, e quello della competenza per la scelta dei suoi assessori, la parità di genere in giunta, l’autonomia dell’amministrazione dalla politica accettando una sorta di commissariamento da parte del suo stesso partito. Tutti i buoni propositi che ne sottolineavano la novità, la diversità, mandati bellamente in soffitta. Con tanti saluti alla “brava” Giannuzzi.





