di Bernardo Basilici Menini
Nomi simili, polemiche simili. Oggi in commissione Legalità è approdato il dibattito sul Centro agroalimentare Torino, il Caat, in una seduta che secondo alcuni è sembrata più una resa dei conti tra i vertici del Centro che una lente sui problemi della città. Da una parte il presidente Giuliano Manolino e il direttore generale Massimo Busi, dall’altra Ottavio Guala, vicepresidente di Caat e vertice dei grossisti torinesi, finito negli anni ’90 in mezzo a una bufera giudiziaria per corruzione nell’ambito dell’ “Affare Le Gru”.
Il tema del contendere, a primo avviso, era molto semplice: il nuovo business plan e il bilancio prevedono un pagamento della tassa di smaltimento per i rifiuti e per la pulizia del Caat. Il presidente, che aveva incassato il parere favorevole dell’ex sindaco Fassino e più recentemente quello di Chiara Appendino, si è visto attaccare duramente da Guala, contrario al pagamento in virtù dei precedenti accordi con l’amministrazione, risalenti agli anni ’90 e ai primi ‘2000. Se questi erano i presupposti, la seduta è diventata presto altro. Entrambi sono arrivati con i rappresentanti legali, segno indicativo dell’aria che si respirava. In poco tempo la discussione è degenerata in altro, tra le proteste dei consiglieri di opposizione, che lamentavano come un “regolamento di conti” fosse arrivato in Consiglio comunale, e quelli di maggioranza, su tutti Ferrero, che si sono detti contenti che si potesse parlare a 360 gradi di una situazione fragile dentro al Caat, all’interno del quale ravviserebbero «Uno scollamento tra dirigenti e operatori». Il capo dei grossisti ha accusato il presidente Manolino di non avergli fornito i dati richiesti, ammettendo di non aver letto il bilancio che ha portato alla nuova tassa, sentendosi rispondere che gli atti erano disponibili in consultazione e che la lunga discussione precedente all’approvazione avrebbe reso conosciuta a tutti la svolta.
Sul presidente Manolino sono state spese parole molto positive dai consiglieri di opposizione, che hanno ricordato come dal 2005 a oggi la sua gestione abbia portato a un pareggio di bilancio nel Centro, che dieci anni fa aveva un debito di diciotto milioni di euro. «Non capisco come mai si attacca una gestione che è stata virtuosa e trasparente – commenta il vicepresidente del Consiglio comunale Enzo Lavolta – e che la si attacchi dall’interno solo adesso. Non vorrei che dentro ci fossero dinamiche che esulano dalla gestione». L’intervento di Lavolta non è però piaciuto né alla consigliera Ferrero, che ha espresso interesse per la vicenda, né a Guala, che pochi minuti dopo si è rivolto al consigliere, con un espressione decisamente fuori luogo: «Stia attento». Una frase pesante, che ha suscitato stupore, e che ha portato Guala a scusarsi successivamente, motivando l’uscita con la tensione che si respirava nella commissione.
Lavolta poi ha proseguito confermando la «Piena fiducia nell’operato del soggetto gestore del Caat. I risultati positivi sono stati ottenuti grazie a un’attenta e oculata gestione economica del Centro. Il tutto anche grazie a un efficentamento dei servizi e una lotta al lavoro nero e al ripristino della legalità».





