Il sindaco di Torino , Piero Fassino, è letteralmente furioso. Dopo i disordini di ieri, la mobilitazione e i blocchi stradali che continuano per tutta la città rendendo difficoltosa se non impossibile la viabilità, il primo cittadino ha deciso di indire d’urgenza una riunione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, convocata dal prefetto Paola Basilone, a cui parteciperanno le istituzioni locali e gli organi di polizia.
Una misura per fare il punto della situazione che dal 9 dicembre sta paralizzando il capoluogo piemontese.
Netta la condanna di Fassino: «Un fenomeno ribellistico che sta danneggiando i cittadini». «Di fronte a quanto è avvenuto le ragioni della protesta spariscono, sono stati adottati metodi da guerriglia urbana – ha detto ribadendo che – non è accettabile che si paralizzi la vita di una città» – e bollando come «qualunquiste» le parole d’ordine dei manifestanti.
«Il movimento dei forconi è irresponsabile». «Le ragioni di disagio alla base della protesta sono comprensibili – continua Fassino – ma sconvolgere la vita dei cittadini è inaccettabile».
«Nel corso della giornata la composizione dei gruppi che protestavano variava – spiega – Passavamo da gruppi di ambulanti, a ultrà dello stadio a alcuni settori del trasporto merci. È una forma di ribellismo che naturalmente affonda le sue radici in una situazione di crisi che porta a forme di esasperazione. Si può comprendere tutto ma non si può comprendere che si sconvolga la vita di una città, la vita dei cittadini cui è stato impedito di portare i bambini a scuola, stamattina è stato bloccato il mercato ortofrutticolo da cui devono uscire le merci per rifornire i mercati. Tutto questo non ha niente a che vedere con le legittime rivendicazioni. Siamo di fronte a un fenomeno ribellistico – conclude – che produce soltanto danni ai cittadini, non alle istituzioni».
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