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giovedì, 23 Aprile 2026

I fuoriusciti del M5S vogliono un ministero

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«I voltagabbana in parlamento dovrebbero pagare una penale di centinaia di migliaia di euro, truffano i cittadini, cambiano casacca e non si dimettono». Così Luigi Di Maio, deputato e membro del direttorio del M5S, commenta la lettera indirizzata ieri dall’ex grillino e senatore Lorenzo Battista ai suoi compagni espulsi dal Movimento. «Entriamo nel governo e chiediamo un ministero», aveva suggerito Lorenzo Battista in una lettera aperta pubblicata su Facebook, nel corso della quale ripercorreva i mesi che sono seguiti alla sua espulsione e a quella dei colleghi dal Movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.
L’intento, sottolinea Battista, sarebbe quello di superare le divergenze che in passato hanno impedito la formazione di un gruppo che riunisse tutti gli ex grillini, e dare vita a un soggetto che lavori per il bene dei cittadini all’interno di un esecutivo che sembra doversi concludere solo nel 2018. I tentativi di formare un nuovo gruppo al Senato sono già stati numerosi: da “Movimento X” a “Italia lavori in corso” fino a “Coordinamento ex M5S”, mentre i parlamentari negli ultimi giorni sembravano convergere verso la formazione di “Alternativa Libera”.
Battista segnalava poi altri due percorsi: da una parte la proposta di stendere un programma politico all’interno del quale ogni componente del nuovo gruppo dovrebbe occuparsi di un punto di programma per ogni commissione (punti che poi si chiederebbe di inserire all’interno dell’agenda di Governo); dall’altra, considerata la vicinanza di alcuni ex Grillini a Sel, Battista suggeriva loro di aderire al gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà al Senato. «In questo modo potreste raggiungere un duplice risultato -precisa Battista- confluire in un gruppo omogeneo e dare la possibilità al gruppo misto di strutturarsi con una composizione maggiormente rappresentativa della eterogeneità del misto». Tra i fuoriusciti però, molti hanno già declinato la proposta: da Alessandra Bencini a Paola De Pin, fino a Adele Gambaro e Francesco Campanella. Tra tutte, la risposta di Walter Rizzetto, deputato grillino dimissionario ora in Alternativa Libera, sembra riassumere l’umore dei colleghi: «Noi non confluiremo in nessun gruppo politico. Come abbiamo detto fin dall’uscita del Movimento resteremo sempre aperti al confronto con tutte le forze parlamentari e non, su proposte nell’esclusivo interesse dei cittadini. Non siamo interessati a poltrone o a incarichi, né governativi né di partito. Se dibattito ci deve essere sia esclusivamente sui temi».

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