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giovedì, 23 Maggio 2024

Torna l’ottimismo nelle Imprese torinesi: meno cassa integrazione e più occupazione

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

di Moreno D’Angelo

Clima di fiducia favorevole nelle imprese torinesi per il secondo semestre consecutivo. Insomma non è ancora il caso di stappare lo champagne ma si cominciano a delineare sentieri meno foschi dopo anni di difficoltà.
E’ quanto emerge dai dati della consueta indagine congiunturale curata dall’Unione Industriale di Torino.
«Lo scorso trimestre avevamo espresso una certa sorpresa ma temevamo fosse un fuoco di paglia» ammette il presidente Dario Gallina, che mantiene la prudenza: «L’indagine conferma l’ottimismo, aspettiamo il prossimo trimestre per avere maggiore sicurezza della positività della fase economica». A confortare le nuove tendenze vi sono i dati: a partire dal tasso di utilizzo degli impianti salito al 77% e da ima ripresa dell’occupazione e da un calo del ricorso alla cassa integrazione, con un aumento del 20% dei lavoratori interinali. A confortare queste nuove positive tendenze vi è l’ascesa dell’export dal 13 al 19,8% mentre i segnali di ripresa del mercato interno rimangono molto più contenuti.
Si registra finalmente una stabilizzazione nelle imprese edili e dell’indotto dopo quasi dieci anni di fiducia al ribasso. Il rapporto rileva come siano meno fiduciose le imprese più piccole (sotto i 50 addetti) rispetto a quelle più grandi.
Dalla fotografia di Unione industriale emerge che i tempi di pagamento restano sostanzialmente stabili con una media complessiva di 86 giorni che sale a 114 quando l’interlocutore è la pubblica amministrazione. Tempi ancora lunghi ma in deciso calo rispetto al passato quando si parlava di due o anche tre anni.
Si tratta di un elemento importante in quanto risulta fornitore di enti pubblici circa il 18% delle aziende manufatturiere del campione. Quadro ancora preoccupante ma in miglioramento anche per i ritardi negli incassi rilevati dal 30% delle imprese rispetto al 35,5% passato. Entrando nei dettagli settoriali il rapporto individua come: «le indicazioni più favorevoli provengono dai settori chimico, alimentare e manifatture varie (gioielleria, giocattoli). Bene gomma plastica, più caute le aziende del cartario-grafico e della filiera della moda. Nel comparto metalmeccanico prevalgono attese ottimistiche. Anche le oltre 100 aziende del campione che operano nei servizi sono ancora ottimiste sulle prospettive per il prossimo trimestre. Il ricorso alla cassa integrazione resta ai minimi fisiologici (5,8%). Rimane invariato il tasso di utilizzo delle risorse (83,7%). Accelerano le previsioni di investimento: il 27,4% delle imprese ha in programma investimenti significativi (era 21,4% a marzo)».

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