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mercoledì, 17 Luglio 2024

Torino non concederà spazi a manifestazioni neofasciste. Carretta: “Dobbiamo coltivare la cultura democratica”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

di Giulia Zanotti

Con una mozione presentata da Mimmo Carretta, consigliere e segretario metropolitano del Partito Democratico il Consiglio comunale di Torino decide di prendere posizione contro le manifestazioni che hanno matrice neofascista.
Una mozione che impegna la Giunta comunale a non concedere spazi o suolo pubblici a coloro che professano o praticano comportamenti fascisti, razzisti, omofobi, transfobici e sessisti. I
Spiega Mimmo Carretta: «La presenza di organizzazioni neofasciste portatrici di valori ed idee che si collocano al di fuori del perimetro costituzionale e dell’ordinamento repubblicano impongono una risposta netta da parte delle istituzioni».
Per il segretario Pd «è necessario tornare a coltivare la cultura democratica, rivivificare la memoria storica, affrontare in modo collettivo e consapevole l’emergere di idee razziste, omofobe, xenofobe, sessiste ed antidemocratiche, causa ieri ed oggi di discriminazioni, odio e violenza».
«Assistiamo ad una escalation preoccupante di forme di intolleranza (manifestazioni, dibattiti, etc etc) che sempre più spesso sfociano in atti di violenza – aggiunge l’esponente Dem – Oggi una sottile linea nera collega una galassia di sigle riconducibili direttamente al fascismo. Il fascismo esiste ancora dove risorgono forme di intolleranza contro il diverso, contro il pensiero degli altri, contro il dibattito e il confronto».
«Le istituzioni hanno il dovere non solo di salvaguardare i nostri valori ma anche di arginare certi fenomeni. Il fatto stesso che lo scorso 28 ottobre qualcuno abbia pensato di organizzare la rievocazione di una delle pagine più nere della nostra storia ci porta ad alzare l’asticella dell’attenzione», conclude Carretta.

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