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giovedì, 13 Giugno 2024

Torino dice addio a ToBike

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

La proroga di concessione del servizio ToBike gestito da Bicincittà, scadrà il 12 febbraio 2023 e dopo quella data non sarà rinnovata. Il Comune di Torino rinuncia quindi al servizio di Bike Sharing.

Giuseppe Iannò, del Gruppo Misto, speiga: “Bicincittà ha ricevuto praticamente il benservito, dopo che la società, come previsto dall’accordo di proroga ha investito economicamente con una cifra pari a 600mila, un impegno finalizzato al rilancio del servizio ToBike di fatto mancante al momento del subentro nella concessione e per ristrutturare integralmente 100 stazioni”.

“Oltre il danno la beffa, – prosegue Iannò – perchè dopo aver investito risorse economiche e aver subito atti di vandalismo che hanno compromesso tutto il lavoro di ammodernamento e funzionalità del servizio stesso con 697 biciclette rubate e vandalizzate e 200 rubate e non più trovate”.

Un investimento che non ha solo coinvolto il privato, ma anche il Comune con 20 stazioni installate su richiesta e contributo del Ministero dell’Ambiente.

“E adesso – chiede il consigliere di Torino Libero Pensiero – visto che è ad oggi l’unico servizio, messo a disposizione dalla Città di Torino, per una mobilità sostenibile diffusa, ordinata, sicura e soprattutto accessibile a tutti con un costo dell’abbonamento annuale simbolico e concorrenziale di 20 euro, che prevede, per tutto il periodo, l’uso gratuito per le corse brevi sotto i 30 minuti e include l’integrazione con il Trasposto Pubblico Locale grazie alla tessera BIP, trasformando le bici gialle ToBike come un reale servizio di mobilità quotidiana, cosa succederà? Ci sarà nuovamente un periodo di interruzione del servizio? Si è tenuto conto dei risvolti occupazionali, che coinvolgono direttamente e indirettamente 45 lavoratori, fornitori e parti terze e soprattutto lo spreco di denaro privato per gli importanti investimenti realizzati da Bicincittà in questi mesi?”

Per Iannò: “L’abbandono di questo servizio crea molte conseguenze negative, inevitabilmente costi sensibilmente superiori per l’uso di biciclette in sharing, in un periodo economico fortemente critico, crisi della società Bicincittà con riduzione del personale e attivazione della cassa integrazione, con costi a carico della collettività, mancato introito per il comune della CIMP, che Bic riconosce sulle basi del tariffario previsto per gli impianti pubblicitari di circa 100mila euro all’anno”.

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