di Bernardo Basilici Menini
Procede il percorso per la trasformazione dei vari mercati di libero scambio verso forme maggiormente accettabili ai quartieri. L’obbiettivo rimane sempre lo stesso: valorizzare le funzioni di lotta alla povertà e di allungamento del ciclo di vita dei prodotti e combattere i fenomeni più pesanti di degrado e illegalità.
La giunta comunale ha approvato oggi, su proposta dell’assessore all’Integrazione Marco Giusta, il nuovo regolamento per la compravendita dell’usato nei mercati di libero scambio. Al centro c’è il “Progetto Barattolo”, che si propone come strumento «a sostegno delle nuove povertà, contrastando i processi di esclusione, parimenti incentivando quelli di inclusione». Il tutto anche per valorizzare «i luoghi e il contesto che ospiterà le suddette attività e infine, ma non ultimo, eliminare l’alone di illegalità e abusivismo che caratterizzavano il passato».
Le tre parole d’ordine del progetto, che dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale, sono “recupero”, “rigenerazione” e “regolamentazione”. Con la prima si sottolinea l’importanza di un commercio alternativo che impedisce a 70 tonnellate di oggetti alla settimana di diventare rifiuti, contribuendo così alla sostenibilità ambientale. Con “rigenerazione” la possibilità di trasformare gli introiti generati dall’occupazione di suolo pubblico in interventi per la riqualificazione urbana.
Infine, con la regolamentazione a gran voce richiesta dai quartieri che ospitano le attività di libero scambio, ci si propone di intervenire sulle regole che disciplinano chi possa commerciare e a quali condizioni, il tutto in chiave restrittiva. In altre parole: vendere in questi mercati non sarà più così facile e deregolamentato. Le misure annunciate sono diverse: inserire un vincolo sulla residenza, aumentare il controllo delle forze dell’ordine, limitazione degli elettroutensili in vendita (quelli «con motore trifase o con potenza di targa, espressa in Watt, superiore a 800, e agli pneumatici per veicoli a motore e rimorchio»), e obbligo di prenotazione degli spazi da parte dei venditori entro 36 ore dalla manifestazione, eliminando la possibilità di concedere gli spazi invenduti all’ultimo minuto.
«Questo step segna il cambio di passo dell’Amministrazione, chiudendo finalmente il periodo degli eterni esperimenti e delle continue proroghe – commenta l’assessore Giusta – A gennaio con il bando abbiamo garantito una progettazione pluriennale, respiro e investimenti; adesso, un nuovo regolamento che fissa con maggior definizione i criteri per operatori e operatrici. E, da fine marzo, avremo una nuova area».





