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martedì, 30 Novembre 2021

Subsonica. “Mentale strumentale” è il suono che nutre il pensiero. Intervista a Casacci

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Rosanna Caraci
Giornalista. Si affaccia alla professione nel ’90 nell’emittenza locale e ci resta per quasi vent’anni, segue la cronaca e la politica che presto diventa la sua passione. Prima collaboratrice del deputato Raffaele Costa, poi dell’on. Umberto D’Ottavio. Scrive romanzi, uno dei quali “La Fame di Bianca Neve”.

“Mentale Strumentale” è il nuovo lavoro dei Subsonica. Un album in cui le parole lasciano lo spazio alle emozioni trasformate dagli strumenti veri, appassionati e caldi, che giungono al cuore dell’ascoltatore che viene preso per mano e accompagnato in un viaggio attraverso lo spazio nel quale far transitare i propri pensieri, i desideri, le riflessioni. Un album che esce nel 2020, ma concluso nel 2004.

E allora, chiediamo a Max Casacci, perché aspettare tanto?

“E’ un album del quale siamo sempre stati molto fieri, orgogliosi, convinti; era stato fatto per esprimere il nome dei Subsonica in un momento molto delicato della nostra storia. Ci è sempre sembrato che non arrivasse il momento per creargli lo spazio giusto. Siamo sempre stati una band molto dinamica, legata alle canzoni, ai molti concerti, poi ci sono stati anche i progetti solisti a catalizzare l’attenzione che “Mentale Strumentale” avrebbe meritato”.

Esce in un momento in cui il mondo è sospeso a guardare sé stesso in attesa di una normalità che si spera a portata di mano

“Questa sospensione temporale, questa pausa forzatamente riflessiva, nella quale siamo accomunati in tanti, ci è sembrata il momento adatto: il sentimento comune era disponibile a riformulare le coordinate per un mondo diverso nel momento in cui usciremo di casa”.

Un momento nel quale l’immaginazione è molto forte

“Si attinge all’immaginazione perché è il motore che fa muovere le cose: per questo ci è sembrato che questo album potesse essere di incoraggiamento, di aiuto e di stimolo e di ispirazione. C’è una frase che mi è sempre rimasta in testa, “il suono nutre il pensiero”, l’ho appuntata su un foglio durante la registrazione di quest’album, ed è il sottotesto di quanto abbiamo fatto. Mai come oggi mi sembra che la musica più che nuova testimonianza sia da incoraggiamento alla formazione di un pensiero, ispirazione per un mondo che nasce”.

Nell’esplorazione dello spazio, ci portate in orbita con il suono. Niente parole per un viaggio interiore

“E’ il viaggio attraverso le nostre possibilità e i nostri limiti, utilizzando strumenti in piena libertà in modo anche non convenzionale, ma suonati davvero. Questo album non è invecchiato nemmeno di una settimana rispetto a quando è stato realizzato e ciò dipende dal fatto che è suonato con strumenti “veri”, con un’elettronica analogica, senza tempo, vintage, calda. Tutto ciò è accorpato alle suggestioni di percussioni esotiche, o di strumenti a corde che mai avevo provato. Abbiamo riempito il nostro studio di piazza Vittorio di tutta una serie di possibilità mai esplorate e abbiamo intrapreso il viaggio che ciascuno di noi può intraprendere per esplorare il proprio spazio e il proprio silenzio”.

Le royalties dell’album sosterranno la Fondazione Caterina Farassino, impegnata con il progetto “Respira Torino” a supportare gli ospedali di Torino e Asti, mediante la fornitura di dispositivi per l’emergenza sanitaria.

“La collaborazione è una consuetudine virtuosa che in qualche modo coinvolge tutto il mondo musicale torinese. La Fondazione è sempre stata attiva nel mondo materno infantile, sono state destinate anche cifre importanti al Regina Margherita per l’acquisto di apparecchiature per la cura dei tumori nei bambini. In questa emergenza Covid la fondazione in modo molto attivo continua a rifornire gli ospedali in ogni reparto dei dispositivi necessari ad affrontare l’emergenza”.

Un’altra emergenza è quella economica e lavorativa affrontata da voi musicisti e sopratutto dai tecnici del suono in questi mesi di corona virus. Date di concerti annullate, nulla di certo all’orizzonte.

“I musicisti sono solo una piccola parte di una categoria molto più ampia che sta soffrendo. Se i musicisti possono talvolta anche diversificare, oltre alla musica dal vivo ci sono i diritti d’autore che contribuiscono a sostenerci ancora per un po’ di tempo. Chi ha il problema dell’immediato sono i tecnici dello spettacolo, sono professionisti, altamente qualificati, super specializzati che fanno dei lavori molto impegnativi e faticosi; lavori che sono saltuari. Devono pagare contributi, tasse, ma non sono ancora rientrati in nessuna delle tutele previste da Governo per i lavoratori in crisi. C’è stato un appello corale, a sostegno di una categoria che diventa invisibile e che sta vivendo criticità dure nell’immediato. I Subsonica avevano un tour pronto, ma abbiamo dovuto spegnere i motori, dopo aver rinviato più volte le date. Le vere emergenze però oggi le avvertono i nostri tecnici che fanno parte della nostra famiglia allargata. A loro va l’attenzione”.

Foto Chiara Mirelli

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