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martedì, 22 Settembre 2020

Stefano Esposito: “Pur di non andar a casa M5s accettano si alla Tav. Nel 2021 non mi candido ma darò una mano anche se non gradita”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

A molti può non piacere. Per quel suo carattere che non te le manda a dire. Però in queste ore in cui in molti fanno a spallate per salire sul carro dei vincitori, dopo che il governo Conte ha detto si alla Tav, bisogna ammettere che lui quel carro lo guidava anche quando era dei perdenti. Già, Stefano Esposito, ex senatore del Partito Democratico da una vita crede nell’Alta velocità e nella Torino-Lione, dai tempi in cui non c’erano le madamine e le piazze non si riempivano per sostenere un si. E anche all’interno del Pd c’era chi lo accusava di parlare solo di quel cantiere di Chiomonte, dimenticando magari altri impegni che aveva portato avanti a Roma e Ostia.

Adesso tutti lo applaudono e pacche sulle spalle. Certo, gesti che a Esposito fanno piacere, ma conoscendolo non dimentica nomi e volti di chi in tutti questi anni, vissuti sotto scorta dopo le minacce ricevute per il suo impegno, lo ha lasciato solo non schierandosi in questa battaglia. Per lui la frase “il tempo è galantuomo” ha un valore in più, arrivando da un partito che sembra aver dimenticato Esposito dopo la sconfitta del 4 marzo 2018.
La sua soddisfazione traspare in ogni secondo dell’intervista che gli abbiamo fatto.

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Dunque Esposito, cosa pensa delle parole del premier Conte?

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Del discorso di Conte in sé non mi interessa. Ciò che è importante è che un esponente della compagine di governo del Movimento Cinque Stelle che fino a ieri aveva dato credito al Ministro Danilo Toninelli e alla sua analisi costi-benefici alla fine è dovuto tornare sui suoi passi. La soddisfazione è vedere un tuo nemico politico dover ammettere quello che sostenevi da tempo.

Il governo M5s-Lega ora rischia seriamente di cadere sulla vicenda Torino-Lione?

Io non credo a una crisi di governo. Il Movimento Cinque Stelle ha il terrore di andare a casa e quindi ingoierà anche questa come tante altre questioni che si è dovuto rimangiare. Il governo cadrà solo quando Salvini deciderà che per lui è giunto il momento di andare all’incasso con nuove elezioni.
Invece ora sta al Partito Democratico rivendicare con forza di aver sempre creduto nella Tav. Certo, anche dentro il Pd c’è chi ha evitato la battaglia per la Torino-Lione e non dimentico che ci sono amministratori locali che hanno sfilato a fianco dei centri sociali come Askatasuna e con i loro leader. Ma mi auguro che i vertici del partito rivendichino le posizioni Si Tav.

Se ci fosse coerenza tra i Cinque Stelle che siedono in consiglio comunale a Torino quale sarebbe il futuro prossimo dell’amministrazione Appendino?

Sarebbe bellissimo per Torino immaginare la caduta di questa giunta che in tre anni ha ridotto la città in ginocchio. Ma in realtà penso a consiglieri come Versaci, Albano e Paoli o assessori come Unia: è come se stessero ricevendo un reddito di cittadinanza, non ce li vedo a rinunciare a due anni di queste entrate.
Il vero punto è che Appendino ha detto che avrebbe bloccato la Tav e ora invece fa finta di niente, come se non ci fosse il problema. La sindaca andrebbe messa con le spalle al muro: ricordiamo che ha permesso al suo ex vicesindaco di sfilare con la fascia tricolore in rappresentanza della città nelle manifestazioni No Tav.

In queste ore in molti le hanno riconosciuto di essersi sempre speso per la battaglia Si Tav e c’è anche chi le sta chiedendo di fare un passo in più, ovvero diventare protagonista in questa fase della politica torinese e, perchè no, per un dopo Appendino. Senatore, sinceramente, su Palazzo di Città un pensierino lo sta facendo?

No, non rientra nei miei obiettivi. Non nascondo che fino alle elezioni del 4 marzo ci ho pensato e per quello ho scelto la sfida di candidarmi in un collegio piuttosto che avere un posto blindato. Ma è andata male e ora ho fatto altre scelte di vita.
Sono però pronto a dare una mano al partito anche se fino ad ora non è stata chiesta e le volte in cui l’ho fatto non è stato gradito. Anzi, so di molti che sono infastiditi da quello che scrivo su Facebook come libero cittadino.
Di sicuro io dal 2001 ho sostenuto la Tav senza mai cambiare idea e questo merito me lo riconosco da solo. Per il resto io sono a disposizione e pronto a dare una mano a possibili candidati a gratis. Se nessuno vorrà il mio aiuto continuerò a dire quello che penso su strumenti come i social.

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