19.6 C
Torino
martedì, 23 Luglio 2024

Scanderebech: “Appendino ha comprato solo 15mila mascherine FFP3/FFP2 per i vigili che sono 75mila”

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

E’ stata discussa oggi un’interpellanza presentata alla Sindaca dalla Consigliera Comunale Federica Scanderebech, in merito alla notizia apparsa giorni fa a mezzo stampa secondo la quale la Codacons abbia presentato un ricorso presso il Tribunale di Torino sulla questione della fornitura dei DPI.  Semplificando si è convenuto che il datore di lavoro sia tenuto a fornire tutti i dispositivi per la messa in sicurezza dei suoi dipendenti.

Dichiara la Consigliera Scanderebech: “Questo discorso che andrò a fare lo ridimensionerò nello specifico riferendomi solo al Corpo della Polizia Municipale, ma andrebbe esteso a tutti i lavoratori dipendenti del Comune di Torino”. 

Incalza Scanderebech: “L’articolo 2087 del Codice Civile chiarisce che il datore di lavoro è tenuto ad adottare nell’esercizio della propria attività, istituzionale o di impresa, tutte le misure che “secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.  Inoltre, l’articolo 18 del Decreto Legislativo n. 81/2008, recante norme in materia di sicurezza sul lavoro, impone espressamente al datore di lavoro di fornire al lavoratore gli strumenti di protezione individuale. Alla lettera “d” cita: “Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all’articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: “fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il responsabile del servizio di protezione e il medico competente, ove presente”. Chi è dunque il datore di lavoro del Corpo della Polizia Municipale?”

Continua Scanderebech: “A testimonianza del fatto che l’Amministrazione sia la responsabile titolata all’acquisto di dispositivi DPI vi è l’insindacabile fatto che in tempi non sospetti e non in epoca di coronavirus, il Comune assumeva tre determine d’impegno per l’acquisto di mascherine per il Corpo della Polizia Municipale: nel 2009 stanziando quasi 4 mila euro, nel 1998 ben 38 milioni di lire e nel 1997 altri 3 milioni di lire”.

Aggiunge Scanderebech: “La Sindaca e il Comandante del Corpo della Polizia Municipale erano a conoscenza delle richieste sindacali arrivate ad esempio con la circolare del 4 aprile del CSA, in cui si sottolineavano le molteplici preoccupazioni in termini di prevenzione del Corpo e la scarsa distribuzione dei DPI al personale; seguita da altra comunicazione sempre del CSA del 10 aprile in cui si dichiaravano ancora preoccupazioni sulla distribuzione e l’idoneità di alcuni dispositivi DPI per chi ne fosse in possesso”.

E ancora: “La Sindaca stessa è intervenuta durante il Consiglio Comunale del 6 aprile, dichiarando durante le comunicazioni sull’impiego dei vigili urbani durante l’emergenza Coronavirus di essere a conoscenza proprio della mancanza di dispositivi di protezione per il Corpo di Polizia Municipale. La Sindaca, in quella sede, dichiarava che le mascherine di cui dovrebbe essere dotato il Corpo di Polizia Municipale sono le FFP3 e FFP2 e al 6 aprile ancora il problema sussisteva e a quella data non erano a disposizione di tutto il personale del Corpo di Polizia Municipale”.

Conclude Scanderebech: “La Sindaca e il Comandante, in qualità di datori di lavoro, oggi dichiara di aver realmente comprato circa 15 mila mascherine FFP3 e FFP2 su un totale di 75 mila unità in servizio presso il Corpo della Polizia Municipale. Ogni riflessione sulle sue inadempienze è ovvia. Anziché scaricare la responsabilità sempre sugli altri, ed in particolare sulla Regione, si prenda le sue reali responsabilità dettate anche dal Codice Civile e dalla Legge Nazionale e dichiari pubblicamente e con trasparenza quello che ha fatto per proteggere il Corpo della Polizia Municipale e i dipendenti del Comune tutto. Se non lo ha fatto allora si dimetta subito”.

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano