«In questa vicenda non vedeva nulla di anomalo o di illecito, tanto è vero che nelle intercettazioni lo si sente conversare senza sotterfugi o stratagemmi». Così, lasciando Palazzo di Giustizia di Torino, gli avvocati difensori Mauro Anetrini e Giuseppe Vaciago hanno riassunto lo stato d’animo di Regis Faure, direttore generale di Lingotto Fiere e dirigente di Gl Events, interrogato in Procura nell’inchiesta sul Salone del Libro.
Faure è stato arrestato con altre tre persone martedì scorso: l’ipotesi d’accusa è turbativa d’asta.
Faure, che è anche dirigente di Gl Events, è stato interrogato dal pm Gianfranco Colace per tre ore. «È stato – hanno detto gli avvocati – un colloquio cordiale in cui il nostro assistito, rispondendo a tutte le domande, ha ricostruito i fatti in base alla sua prospettiva, precisando quel che c’era da precisare».
L’ipotesi degli inquirenti è che la gara per l’organizzazione del Salone del Libro 2016 sia stata falsata grazie anche alle fughe di notizie partite da un esponente della Fondazione per il libro. Fra gli arrestati figura un dipendente di Gl Events, Roberto Fantino, e, a questo proposito, i legali hanno spiegato che «si tratta di una società grande e molto seria in cui le decisioni non vengono prese singolarmente». Al termine dell’audizione il verbale è stato secretato.





