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domenica, 26 Maggio 2024

Russi (M5s) contro l’alleanza con il Pd: “Politiche da macelleria sociale, nascondendo le macchie del sangue con la camicia rossa”

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Mentre non sono pervenute, a parte quella di Claudio Lubatti, da parte dei Dem torinesi opinioni negative al futuro governo Pd-M5s, da parte dei nuovi alleati pentastellati c’è chi resta coerente e storce il naso.

E va oltre, dichiarando pubblicamente che lui con il Partito Democratico non vuole avere a che fare. O meglio. Che lui non voterà per questa strana alleanza, astenendosi. Il consigliere comunale M5s Andrea Russi resta sulle sue posizioni: No con il Pd.

«Sono molto contrario al contratto di Governo con il PD, così come ero fortemente contrario all’accordo con la Lega – spiega Russi – Non mi entusiasma però nemmeno lo scenario della caduta del Governo, anche perché senza una nuova legge elettorale ci ritroveremmo in una situazione analoga, magari con percentuali invertite, ma sempre alla ricerca di accordi innaturali. Inoltre le conseguenze, sia nazionali che per la Città di Torino, sarebbero catastrofiche».
«Sono contrario a un accordo con il PD perché in questi anni i dem hanno portato avanti politiche di autentica macelleria sociale, nascondendo le macchie del sangue con la camicia rossa», evidenzia il consigliere pentastellato.
«Il PD è il partito delle lobbies e dei poteri forti e anche qui a Torino in questi anni non è mai stato propositivo (a parte qualche eccezione, che però conferma la regola). Le poche, pochissime proposte portate avanti sono quasi sempre state marchette verso specifici bacini elettorali, le uniche azioni forti sono state esclusivamente di boicottaggio rispetto all’azione amministrativa. Tra mille esempi ne voglio citare uno su tutti, perché forse è stato il più rappresentativo del loro modo di interpretare l’interesse pubblico».
«Quando rischiavamo di perdere le ATP Finals di tennis, i dem non hanno votato in Consiglio Comunale la deliberazione per stanziare il contributo economico necessario a sostenere la candidatura della Città di Torino e sono venuti in aula con le palline da tennis, come se fossero contenti di perderle. Poi per fortuna le cose sono andate diversamente. Se mai questo contratto di Governo si votasse su Rousseau, probabilmente mi asterrò. Di certo non potrò mai votare a favore», conclude con coerenza Russi.

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