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domenica, 21 Luglio 2024

“Riparti Piemonte” e Fase 2, Grimaldi (LUV): “Finora lenti, impreparati e arroganti, serve davvero un’altra velocità”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“Non abbiamo saputo proteggere chi lavorava per noi là fuori e i più fragili, ovvero i ricoverati nelle RSA, siamo la Regione che, nonostante due mesi di chiusura forzata, ha di gran lunga il numero più alto di nuovi contagi. Da giorni diciamo che servono una presa d’atto, una comprensione piena e un superamento degli errori della fase 1. Prima di lanciare la fase 2, vorremmo che gli esperti e la nuova task force esponessero in modo chiaro ciò che hanno in mente. Abbiamo finalmente chiesto l’intervento di figure autorevoli come Di Perri, Vineis e Giustetto: è il momento di farli esprimere.” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, in merito alla fase 2 in Piemonte.

“Come faremo” – prosegue Grimaldi – “a evitare nuovi contagi, se l’organizzazione non cambia, mentre rispetto a un mese fa abbiamo più medici stanchi e fiaccati da turni massacranti, o appena usciti da quarantena e malattia? Caro Presidente Cirio, il Piemonte è un sorvegliato speciale, che ha bisogno non solo di attenzione ma di un vero cambio di velocità”.

Il Piemonte è ora la prima regione per positivi al Coronavirus in rapporto al numero di abitanti: 355,9 ogni 100mila, più del doppio della media Italiana (175,4) e ormai più della Lombardia (342,7). Dal primo di aprile l’indice di positivi su 100.000 abitanti è cresciuto in Italia del 31,4%, ma in Piemonte dell’83,1% e l’aumento dei tamponi spiega solo in parte questo incremento, perché si è raggiunto lo stesso numero di tamponi che nel resto d’Italia (Veneto escluso).

“Con questi dati allarmanti” – commenta Grimaldi – “davvero possiamo permetterci le stesse misure del centro e sud Italia? Gli errori commessi prima saranno difficili da smaltire e rischiamo di dover ricominciare da capo con il lockdown dopo due settimane. Alcune cose devono essere chiare: i tamponi ora vanno fatti a tutti i casi sospetti, che siano o meno sintomatici; la sorveglianza attiva non può più essere un optional e i medici e gli operatori devono potere essere certi di restare in salute”.

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