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lunedì, 22 Luglio 2024

Recovery Fund; Grimaldi (LUV): “In Piemonte serve piano strategico per l’edilizia pubblica”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“Decine di migliaia di case sfitte, migliaia gli sfratti esecutivi l’anno, 5% di case pubbliche in Italia (la media europea è spesso doppia), a Torino solo il 2,5, più di 10.000 domande di casa insoddisfatte. Troppe case senza famiglie, troppe famiglie senza casa eppure nemmeno un euro dei 13 miliardi di euro dei progetti scritti dalla Giunta regionale sono stati destinati all’emergenza abitativa e alle residenze universitarie. Molti progetti sono già nei cassetti dell’Edisu e sono velocemente cantierabili proprio come prevedono le linee guida dell’Europa ma la scelta politica è chiara: il Piemonte non ha un piano basato sul consumo di suolo zero e sul recupero di immobili pubblici e privati inutilizzati che, anche approfittando degli incentivi statali, possano efficientare dal punto di vista energetico, ristrutturare e manutenere immobili per adibirli a residenze universitarie e a edilizia residenziale pubblica”, commenta Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Piemonte.

“Una ricerca dell’Ires Piemonte indica chiaramente che per molti studenti il diritto allo studio in Italia è in parte inapplicato e questo è dovuto in buona parte all’assenza di posti letto in residenze universitarie e al caro affitti, fenomeno che nelle grandi città rende impossibile il trasferimento di molti universitari” – prosegue Grimaldi. “In Europa il 18% degli studenti alloggiano in residenze universitarie (con punte dal 31 al 41% della Svezia, della Finlandia e della Turchia), in Italia solo il 3%; in Italia i posti letto complessivi sono 51.672 in Francia sono 175.000 e in Germania 194.268, con il risultato che degli oltre 410.000 studenti fuorisede in Italia solo il 12% alloggia in una residenza universitaria, sia pubblica che semi pubblica”.

“Alla nostra Regione serve con urgenza un piano per l’abitazione e, in questo senso, le necessità degli studenti si affiancano alla drammatica precarietà abitativa legata alla povertà presente in tutta Italia e particolarmente forte anche nella nostra Regione – conclude Grimaldi – il Recovery Fund deve eserive per garantire il diritto allo studio, il diritto abitativo e la riconversione ecologica del nostro patrimonio immobiliare vecchio, logoro e abbandonato”.

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