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sabato, 20 Luglio 2024

Raffaele Gallo e il bilancio di metà mandato della giunta Cirio: “La maggioranza non c’è più, ma opposizione serrata fino alla fine”

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Raffaele Gallo, presidente del Gruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale: metà mandato della Giunta Cirio se n’è andato e ora si guarda al traguardo: arrivare alla fine della legislatura nel 2024 affilando le armi per continuare a condurre un’opposizione serrata alla maggioranza di centro destra. Maggioranza che in realtà, a complicarsi la vita sembra esserci riuscita benissimo da sola.

Se Cirio fosse stato nominato come lo si fa con il presidente del consiglio, agli atti oggi dovrebbe prendere consapevolezza del fatto che la sua maggioranza non c’è più e sarebbe andato a casa. In consiglio regionale non è così: di fatto abbiamo Fratelli d’Italia, uno degli azionisti più pesanti del Governo Cirio, che si è tirato fuori dalla regia scegliendo di votare di volta in volta solo i provvedimenti che riterranno di condividere. 

Dobbiamo quindi aspettarci che la Giunta vada “sotto” su provvedimenti anche importanti?

Di certo c’è che la maggioranza si è dissolta non certo su temi cari ai cittadini sui quali può essere legittimo avere posizioni diverse su cui è poi doveroso fare sintesi per trovare soluzioni. Il discorso è stato meramente politico, con la spartizione di poltrone che non ha soddisfatto Fratelli d’Italia. Lo scoglio su cui il centrodestra si è infranto è stato il rinnovo dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio. La posizione assunta da FdI e il duro intervento del capogruppo che prima del voto aveva chiesto per l’ennesima volta di sospendere il rinnovo dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, denunciando il ‘comportamento assurdo di Lega e Forza Italia che escludono una forza di governo dalle cariche del Consiglio regionale, è stato l’ultimo atto di una fine che era nell’aria.

La crisi nel centrodestra nazionale, con la diatriba tutta interna relativa all’elezione del capo dello Stato e sulla leadership, e proprio con Fratelli d’Italia pronta a passare all’incasso visto i sondaggi molto favorevoli, crede che abbia inciso, e che continuerà ad incidere?

Ai cittadini non interessano le beghe all’interno dei partiti: è grave che chi governa distolga la propria attenzione dai problemi del Paese, e del Piemonte, per equilibri tutti di potere. Fuori abbiamo la coda della pandemia, il PNRR e fondi da stanziare, abbiamo da gestire la ripresa e la normalità. Abbiamo studenti in piazza che chiedono garanzie per il proprio futuro, sicurezza sul lavoro, maggiore sensibilità all’ambiente. E Cosa fa il centro destra? Litiga sulle poltrone. La nostra azione in consiglio è tutta spinta a riportare il focus dell’azione politica e amministrativa sulle urgenze.

A proposito di poltrone, alla Vice Presidenza il consigliere dem Daniele Valle prende il posto di Mauro Salizzoni. Tutto a posto?

Certo. Daniele Valle è un politico giovane, che ha una grande esperienza amministrativa e politica. Prende il posto di Salizzoni che ringrazio, ancora una volta, per il grande lavoro svolto con assoluto rigore. Ora sarà con noi, tra i banchi del consiglio, a dare battaglia soprattutto sui temi della sanità.

Ecco, la sanità è stato un tema infuocato in questa metà mandato. Non crede che alla maggioranza si debba concedere l’indulgenza per essersi trovata di fronte a un’emergenza nuova, con un nemico sconosciuto, che ha fatto brancolare nel buio per mesi anche i geni della scienza?

Noi non abbiamo mai puntato il dito contro l’assessorato alla Sanità e più in generale verso la Giunta di Cirio anzi, abbiamo sempre offerto la nostra collaborazione nei mesi in cui il Covid ci è arrivato addosso con tutta la sua virulente violenza. Ci sono state lunghe settimane nelle quali tutti abbiamo cercato di comprendere quale fosse il mostro contro cui combattere e come farlo. E’ vero, si è andato per tentativi ma tutti insieme abbiamo cercato di essere collaborativi.

E poi che è successo?

Poi ci sono stati gli errori, quelli che nella seconda ondata non potevano essere giustificati: il ritardo con il quale si è partiti nel tracciamento, nell’organizzazione dei tamponi, nella gestione delle chiusure, il completo black out della sanità territoriale e della prevenzione delle altre patologie che sono rimaste indietro; e ancora i medici di famiglia lasciati a loro stessi, la difficoltà delle farmacie nella gestione dei tamponi. E ancora la gestione delle vaccinazioni, le comunicazioni di fine quarantena…

Ma ora il Ministero della Sanità, il Governo e il CTS concedono finalmente la libertà: il 31 marzo finirà lo stato d’emergenza, tornerà tutto come prima?

E’ presto per dirlo: perché il Covid lascia una situazione economica molto diversa rispetto a quella che c’era prima. La società stessa è cambiata, sono cambiati i bisogni, l’approccio al lavoro, alla scuola, persino alle relazioni personali. L’economia sta dando segni di ripartenza, ma è fondamentale essere attenti a competenti dedicandosi a progetti strategici per il Piemonte.

Il PNRR non serve a questo?

Ciò che abbiamo stigmatizzato è stata la gestione dei progetti da sottoporre all’attenzione del Governo. Troppi. Si è voluto riempire un cassetto coi sogni di tutti, per far contenti sindaci, amministratori… ma non si è capito che così non si ottiene nulla. Sopratutto non si fa il bene del territorio: non siamo soli, ad ambire ai finanziamenti. Ci sono città come Roma, Milano, Napoli. Non siamo stati competitivi. Corriamo il rischio di perdere un’occasione che non si ripresenterà.

Si parla di PNRR, di cantieri, di appalti. Che ne pensa del tentativo della Giunta Cirio  di incentivare coloro che devono affidare i propri lavori a manodopera piemontese? Prima i piemontesi anche sui ponteggi, dopo le case popolari?

Si tratta dell’articolo 75 della legge del settembre 2020 che aveva introdotto criteri premiali di valutazione delle offerte e relativa attribuzione di punteggi nei confronti degli operatori economici che, in caso di aggiudicazione, per l’esecuzione dell’appalto o della concessione, si impegnano a utilizzare, in misura prevalente, manodopera o personale a livello regionale. La Corte Costituzionale ha detto no, evidenziando l’incostituzionalità così di un’altra legge regionale che avrebbe assegnato una presunta precedenza a chi, appunto, è “piemontese”. 

Questo che significa?

La bocciatura della Corte altro non fa che sottolineare l’incapacità a governare della Giunta Cirio, che continua a muoversi in modo confuso, tentando di legiferare senza tener conto in alcun modo dei limiti entro i quali si deve agire. 

Nonostante ripetute impugnative a livello nazionale continuiamo ad assistere alla presentazione di testi assurdi e al tentativo di legiferare più basandosi sugli annunci che sulle reali esigenze del Piemonte.

Dicono che fare opposizione sia divertente, e semplice. In fondo non si governa e basta dire che niente funziona…

Il gruppo del Partito Democratico non è quel tipo di opposizione. Siamo barricaderi quando serve, ricordo la nostra battaglia contro la legge Leone sul Gioco d’azzardo patologico che riportava le slot laddove la legge Chiamparino le aveva tolte. Ma abbiamo proposte, e abbiamo ottenuto risultati importanti. Penso alla legge che tutela gli anziani vittime di truffa, e ne sono orgoglioso perché porta il mio nome. MA anche la legge che dispone la parità economica tra lavoratori e lavoratrici. Abbiamo fatto in modo che Azienda Zero, il provvedimento con cui la Giunta vuol rimettere mano alla sanità piemontese riorganizzandola fosse “meno peggio”, e non è stato facile. Abbiamo  lavorato e stiamo continuando a farlo per arrivare a una legge condivisa per la tutela degli animali domestici che guardi anche a chi si trova in difficoltà economica; infine abbiamo appena approvato in commissione il testo sulla legge per la prevenzione e la cura dei disturbi della nutrizione. Una risposta, questa, che le famiglie e i pazienti di DCA aspettavano: si parla di garanzia delle cure, di presa in carico territoriale. Di questo hanno bisogno i Piemontesi, visto che si vuol fare prima di tutto il loro bene. Di servizi. Di opportunità. Di uno sguardo verso il futuro. Ad oggi, essere ottimisti in questa consiliatura è difficile.

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