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sabato, 20 Luglio 2024

Processo Piazza San Carlo banda dello spray. Belghazi: “Chiedo perdono, ho capito i miei errori”

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Gli avvocati difensori dei quattro giovani componenti della ‘banda dello spray’, processati a Torino perché, secondo la procura, scatenarono il panico tra la folla la sera del 3 giugno 2017 in piazza San Carlo, durante la proiezione su maxi-schermo della finale di Champions League, in un tentativo di rapina, hanno chiesto l’assoluzione dall’accusa di omicidio preterintenzionale o la derubricazione nel reato meno grave di omicidio colposo.

In primo grado le condanne erano state fra i dieci anni e tre mesi e i dieci anni e quattro mesi di reclusione. 

“Lo sbaglio più grande della mia giovane vita è stato commettere furti e rapine: agivo con leggerezza, senza pensare alle conseguenze e solo ora mi rendo conto della gravità dei miei atti. Sono errori che non intendo commettere mai più perché ho capito che la vita è bella e va vissuta nel rispetto di me stesso e degli altri e nell’onestà più assoluta”.

E’ un passaggio della lettera che Hamza Belghazi, uno dei quattro giovani processati, ha consegnato oggi ai giudici. 

“Ho voluto scrivere queste parole – è l’esordio – per chiedere perdono alle famiglie delle vittime e a tutti i feriti. Mi dispiace per tutto ciò che è successo. Non è mai stata mia intenzione causare il panico nella folla né tantomeno la morte di due persone”. Belghazi, che è difeso dall’avvocato Antonio Testa, afferma che “dopo questi due anni di carcere, in cui ho avuto modo di riflettere tanto, mi sento veramente pronto e forte per dare una svolta definitiva alla mia vita. Con la delinquenza ho chiuso per sempre”. 

Belghazi è rientrato in cella sabato scorso dopo un lungo periodo di detenzione all’esterno perché colpito dal Covid, malattia da cui risulta guarito. Ai giudici ha spiegato di avere iniziato a frequentare le lezioni della Scuola Superiore Giulio, nell’indirizzo Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale: “A breve avrò l’esame di maturità. Anche lo studio mi sta insegnando ad usare bene la mia intelligenza, a sviluppare nuovi punti di vista sulle cose”. “Purtroppo – conclude – non posso cambiare quello che è successo, ma sono cambiato io. Sono molto pentito e dispiaciuto per tutto l’accaduto”.

La sentenza è prevista a luglio.

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