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martedì, 23 Luglio 2024

Piazza San Carlo, condannati tre dirigenti di polizia e vigili urbani. Sei le assoluzioni

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Tre condanne e 6 assoluzioni oggi a Torino al termine del processo celebrato con rito ordinario per i fatti di Piazza San Carlo. La corte ha inflitto due anni di reclusione al Michele Mollo, dirigente della Questura, un anno e quattro mesi ad Alberto Bonzano, all’epoca dirigente della Questura, e un anno e due mesi a Marco Sgarbi, dirigente della Polizia Municipale. Tra gli assolti figurano invece l’ex viceprefetto Roberto Dosio, due dirigenti del Comune e i componenti della commissione provinciale di vigilanza. Il processo ha preso in esame le presunte lacune in materia di organizzazione e gestione dell’evento. Disastro, lesioni e omicidio colposo erano i reati contestati. I giudici hanno riconosciuto 500 mila euro al marito e 300 mila euro a ciascuno dei due figli. I responsabili civili, nel procedimento, sono il Comune di Torino e il Ministero dell’Interno. Per la quantificazione complessiva dell’indennizzo si potrà procedere in sede civile. “La sentenza purtroppo non riporterà in vita Marisa Amato. L’auspicio è quindi che questa decisione, di indubbio impatto giuridico nelle materie della safety e security, diventi anche uno stimolo culturale affinché tragedie di questo tipo non si ripetano”, commenta l’avvocato Nicola Menardo, dello Studio Grande Stevens, patrono di parte civile per i familiari della donna. In un filone parallelo, celebrato con il rito abbreviato, l’ex sindaca Chiara Appendino era stata condannata a 18 mesi. La sera del 3 giugno 2017 una serie di ondate di panico tra la folla che stava seguendo su un maxischermo in Piazza San Carlo la finale di Champions League tra Juventus Real Madrid provocarono 1.600 feriti e, in seguito, la morte di due donne, Erika Pioletti e Marisa Amato. Ammonta a un milione e centomila euro la provvisionale assegnata dalla corte di Assise di Torino ai familiari di Marisa Amato, la donna che perse la vita in seguito alle ferite riportate il 3 giugno 2017 nella calca di Piazza San Carlo. 

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