Niente sconti ad Appendino e si va avanti percorrendo la strada di ieri. Prima riunione del gruppo consiliare comunale del Partito Democratico torinese dopo le vacanze. Ma soprattutto prima riunione dopo la caduta del governo M5s-Lega che sta aprendo le porte al nuovo esecutivo nazionale targato pentastellati-Pd, il Conte-bis.
Inevitabilmente all’ordine del giorno le ripercussioni che potrebbe avere sull’opposizione all’amministrazione Appendino qui a Torino il governo “giallorosso”. Infatti, in molti in queste settimane si sono posti il quesito se con l’alleanza romana il Pd nostrano sarebbe costretto ad indossare i guanti bianchi e a usare toni molto soft con la sindaca, dopo tre anni di opposizione dura. Voci soffocate immediatamente nelle scorse settimane da due esponenti di spicco del Pd subalpino: il capogruppo in consiglio comunale Stefano Lo Russo e il segretario metropolitano Mimmo Carretta, che più volte attraverso interviste e social hanno ribadito che a Torino le cose non cambieranno, aggiungendo che Appendino deve dimettersi.
Una linea, quella di Lo Russo e Carretta, sposata dal gruppo consiliare alla fine della riunione di oggi. Il gruppo infatti ne esce compatto, a parte alcune sfumature non rilevanti e che non modificano la sostanza: l’opposizione continua come prima, se ci sarà da votare contro si voterà contro. Se ci sarà da votare a favore, come è già accaduto in questi tre anni, se ne discuterà e si voterà a favore. Tradotto: nessun sconto per la sindaca anche se venisse imposto dal nazionale.





