Sono passati due giorni dalla sentenza di primo grado del maxi processo ai No Tav, concluso con le pesanti condanne a 47 dei 53 imputati, (più di 140 anni in totale) e 200 mila euro di risarcimenti.
Un duro colpo per gli imputati le loro famiglie e per tutto il movimento del treno crociato che ha comunque subito reagito alla decisione del Tribunale. Forte oltre che immediata la reazione da parte degli attivisti che annunciano di voler e dover andare avanti nella lotta contro la linea dell’alta velocità Torino-Lione, «opera inutile e dannosa, bancomat della politica italiana».
«Oggi noi incassiamo il colpo ma da domani ci rimetteremo in marcia, come sempre». Si legge sul sito Notav.info. «Siamo testardi e determinati, non solo a parole ma anche nei fatti» aggiungono ricordando le loro “risposte” alle condanne con il blocco dell’accesso alla tangenziale di Torino e poi ancora, nella stessa serata, con un presidio a Bussoleno per tutti i No Tav condannati. Dal ritrovo in piazza della stazione, la sera del 27 gennaio, gli attivisti sono poi partiti in corteo sulla statale 24 arrivando a bloccare l’autostrada Torino-Bardonecchia. I No Tav annunciano così, «in un clima sereno e consapevole », altre due iniziative: la passeggiata al cantiere per sabato pomeriggio 31 gennaio e, la manifestazione nazionale che si terrà a Torino il 21 febbraio.
«Politicanti, magistrati e tutti quelli che ci vorrebbero vedere sconfitti, fatevene una ragione» scrivono sul sito. «Il movimento notav non si fa intimidire, resiste e continua a lottare, consapevoli che non sarà facile, ma che alla fine la spunteremo noi. A sarà dura!»





