Tempi duri per il comparto mobiliero italiano. Dopo Aiazzone, azienda fallita nel 2011 con tanto di arresti per bancarotta fraudolenta dei suoi vertici, tocca ai dipendenti e ai clienti di Mercatone Uno sperare in un’ancora di salvezza da Roma. Il 12 marzo, infatti, approderanno sui tavoli del Ministero dello Sviluppo Economico le manifestazioni di interesse di due potenziali acquirenti dell’azienda emiliana, che ad oggi presenta un passivo di 425 milioni di euro. Debito che lo scorso anno ha spinto i titolari a presentare al Tribunale di Imola la richiesta di concordato preventivo.
Nei giorni scorsi erano stati i rappresentanti sindacali a denunciare un quadro disastroso e paventare il rischio del posto di lavoro per 3500 dipendenti e come tra i clienti si sia scatenata una psicosi generata dal fatto che i prodotti non vengono più consegnati. Pochi mesi fa un allarme analogo era stato lanciato dai lavoratori del magazzino di mobili Tre Stelle di Beinasco, alle porte di Torino, che fa parte del gruppo Mercatone Uno. I dipendenti lamentavano pesanti ritardi nei pagamenti nonostante i contratti di solidarietà avviati da tempo.
Nel frattempo sono aumentate le richieste di tutela ricevute dalla banca Findomestic, a cui il gruppo si è sempre appoggiato per i finanziamenti: molti clienti si sono rivolti all’istituto di credito per chiedere assistenza. «Analizzeremo ogni caso e ci adopereremo per individuare percorsi, soluzioni soddisfacenti e sostenibili a loro tutela», hanno assicurato dalla banca. Il timore è che si tratti di un Aiazzone bis, esuberi compresi. Sarà proprio questo uno dei punti su cui dovrà esprimersi giovedì prossimo il ministero di via Veneto.





