A Mazzè, in provincia di Torino sono scesi in strada oltre 1500 persone, tra cui amministratori e agricoltori con i loro trattori, per dire “no” al progetto di un’eventuale costruzione sul territorio del Deposito Unico Nazionale di scorie nucleari.
“Una grande manifestazione di dissenso popolare contro l’ennesimo tentativo di violentare e distruggere intere porzioni di territorio, già in gran parte infrastrutturato, in nome dei grandi interessi dei soliti noti”, hanno spiegato gli organizzatori, che aggiungono: “Sogin, l’azienda incaricata a portare avanti il progetto, ha individuato, infatti circa 150 ettari di terreni composti prevalentemente da campi coltivati e alcune cascine abitate, come sito per il deposito”. Tutti questi terreni dovranno essere espropriati per permettere i lavori. “Tutto ciò senza minimamente analizzare la situazione reale di quei luoghi, della composizione del terreno e della distanza dai primi centri abitati: si tratta di terreno ghiaioso molto permeabile e le prime abitazioni si trovano a 2 km dall’area interessata”.
Secondo gli oppositori “Anche le misure di sicurezza in questo caso vengono poste largamente in secondo piano rispetto alla salute dei cittadini, dal momento che il sito, dovendo ospitare scorie di bassa, media e alta intensità, dovrebbe essere comunque pensato e costruito con delle misure ad hoc e trattamenti speciali ma soprattutto a grande distanza dai centri abitati”.
“Priorità, queste, che non sono state per nulla prese in considerazione da Sogin, visto che l’azienda ha definito il deposito temporaneo cercando così di sottrarsi a misure di sicurezza altamente necessarie”, concludono.





