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domenica, 26 Maggio 2024

Malocchio: storia e tradizioni. Perché crederci?

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Il malocchio è una forma di superstizione comune in molte culture, presenti e passate, che è riuscito a sopravvivere nei secoli nonostanti gli sviluppi storici e scientifici.

Il significato del termine malocchio è “occhio che getta il male” che, come si spiega anche nel dizionario Treccani, deriva dalla credenza di un potere malefico contenuto nello sguardo di alcune persone guidate da particolari stati d’animo come rabbia o invidia. Nella lingua italiana malocchio è sinonimo di iettatura o jettatura.

Tramite il malocchio si inviano energie negative, piuttosto lievi, che vanno a compromettere alcuni aspetti della vita del destinatario: indebolimento fisico e psichico, sfortuna in amore o sul lavoro.

Da dove nasce il malocchio?

Il malocchio ha origini antichissime e si riscontra in tutte le culture e tradizioni del mondo. I primi segni certi del malocchio sono stati ritrovati sui papiri egizi di circa 1200 anni prima di Cristo. Anche il Corano fa riferimento al malocchio nelle ultime due Sure, definendone il concetto similmente a come lo intendiamo oggi, cioè frutto di un individuo invidioso che emana energie negative verso qualcun altro. A mano a mano che si arriva alla nostra epoca, il concetto di malocchio ha attraversato la cultura ebraica, quella cristiana e varie concezioni filosofiche. Al giorno d’oggi però viene considerato una semplice tradizione superstiziosa popolana.

Differenza tra malocchio e maleficio

Malocchio e maleficio possono essere confusi per chi non se ne intende molto. Mentre il malocchio è una forma di magia più leggera che va a influenzare negativamente alcuni aspetti della vita del povero malcapitato, lo scopo del maleficio è, invece, quello di eliminare la persona, attraverso malattie o incidenti mortali.

Il maleficio è una forma più alta di quello che i professionisti definiscono Magia Nera, che si distingue dalla Magia Bianca e dalla Magia Rossa, per il fatto che viene usato per far del male piuttosto che del bene.

Il malocchio, da questo punto di vista, può essere comparato maggiormente alla fattura, che consiste nel danneggiare il bersaglio nelle modalità scelte dal mandante.

Fatture, malocchio, malefici, ci sono molte informazioni che possono esserti d’aiuto su questo argomento nel sito ritualichefunzionano.com.

Sintomi

I sintomi più frequenti che si riscontrano tra le persone che affermano di essere state vittima di malocchio sono soprattutto problemi fisici che non trovano miglioramenti con l’uso dei medicinali: mal di testa, sonnolenza, senso di spossatezza.

Ma non finisce qui, chi è vittima di malocchio può spesso notare un aumento di situazioni sfortunate nello svolgimento delle solite mansioni quotidiane, senso di paura nel guardarsi allo specchio o irrequietezza e fastidio nell’andare in chiesa o in presenza di tutto ciò che è sacro.

Protezione e rimedi

Ci sono varie filosofie di pensiero su come proteggersi e liberarsi del malocchio: ogni zona ha i suoi metodi tramandati di generazione in generazione e ogni professionista del settore rigetta queste pratiche ed utilizza altri strumenti.

Le modalità più utilizzate per proteggersi dal malocchio sono il pentacolo e la protezione astrale, suggeriti dai maghi professionisti, oppure amuleti portafortuna della cultura popolare, che variano a seconda dei contesti culturali e sociali: ad esempio fare le corna con le dita della mano o toccare un oggetto in ferro o legno, o per i devoti, portare un santino o indossare una collana con crocifisso.

Soprattutto nel sud Italia, una tradizione cristiana molto antica è quella di far benedire le case dal prete, come purificazione anche degli abitanti della casa, per allontanare le energie negative e maligne.

Per capire se si è vittima di malocchio, e liberarsene, non bisogna lasciarsi però trasportare dalle pratiche tradizionali del folklore locale, è importante ricorrere a professionisti del settore che sapranno come intervenire.

Per coloro che invece preferiscono far da sé, le pratiche più usate sono alquanto curiose. C’è il rito dell’olio: che consiste nel versare gocce di olio in una piena di acqua, se le gocce di olio si allargano allora vi è la conferma del malocchio. In questi casi, per liberarsi della negatività, bisogna ripetere il rito un altro paio di volte.

Altre tradizioni vogliono invece che chi esegue il rito debba disegnare una croce con oggetti di ferro in corrispondenza della persona da curare. Mentre compie questi gesti mormora una litania attraverso la quale richiama il maligno nel suo corpo, espellendolo attraverso reazioni dell’organismo come lacrime e sbadigli.

Altre tradizioni, ancora utilizzano il sale: si butta una manciata di sale in quattro punti di un piatto, come se si volesse fare il segno della croce, sussurrando una litania e passando il piatto sopra la testa della persona per tre volte.

Anche la tradizione di stampo più religioso ha studiato delle preghiere e delle litanie per liberarsi dal malocchio.

Perchè le persone credono al malocchio

Molto spesso chi parla con persone che ritengono di essere vittima di malocchio pensa di avere davanti gente ingenua, popolana e attaccata alla mentalità datata delle tradizioni popolari.

A credere nel malocchio sono soprattutto infatti persone provenienti da realtà rurali o molto religiose. In realtà, il cristianesimo va contro ogni credenza inerente il malocchio, i tarocchi e la magia, eppure sono molti quelli che credono in entrambi: in Dio e nel maligno.
Ma cosa le spinge a credere nel malocchio? Probabilmente sono la paura e l’incertezza.
La religione ci dice che solo Dio è colui che ci protegge, ma alcune persone possono essere più suggestionabili di altre, avere momenti di dubbio o sconforto e desiderare maggior protezione, è in questi casi che ci si affida a rituali e ad amuleti per sentirsi più sicuri e prendere in mano il controllo della situazione.

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