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giovedì, 6 Maggio 2021

M5s: “La Regione dà i soldi alle aziende Tav e non agli alluvionati”

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Redazione
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Non usa mezzi termini Francesca Frediani consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle che si scaglia contro la decisione della Regione di stanziare 500 milioni di euro per le aziende che hanno subito danni durante le contestazioni del movimento No Tav in Val di Susa. «La Regione regala mezzo milione alle aziende amiche del Tav, non per quelle colpite dall’alluvione». Denaro anticipato che poi dovrebbe essere restituito agli istituti dalla Stato.
Il provvedimento, a cui fa riferimento la Frediani, porta la firma dell’assessore Giuseppina De Santis, inserito nel programma 2011-2015 delle attività produttive a favore delle aziende che hanno denunciato di essere state vittime di azioni (ad esempio mezzi danneggiati), che non dovranno neppure aspettare la sentenza dei giudici per confermare che si è trattato di “attentato”.
«È singolare come l’assessore regionale decida di sua volontà – spiega la Frediani – anticipando il giudizio della magistratura, quali aziende abbiano subito attentati e quali no.
Al momento infatti nessuna persona è stata condannata per tali episodi. Dunque come può la Regione avere la certezza che tali eventi siano attribuibili ai No Tav? E non, ad esempio, dovuti a regolamenti di conti della malavita organizzata, peraltro ben presente in Valle come dimostrato dall’inchiesta San Michele?»
«Insomma – continua la consigliera regionale – quando conviene si anticipa la magistratura. Quando invece si tratta di lasciare un paio di poltrone, come insegna il caso Rimborsopoli, si preferisce attendere l’evolversi del processo».
«Alla doppia morale di Chiamparino e compagni siamo ormai abituati. Non riusciremo invece mai ad abituarci all’idea che per le imprese “amiche” del Tav si trovino subito i soldi. Mentre per quelle colpite da calamità naturali, come le recenti alluvioni in basso Piemonte, si debbano aspettare anni se non decenni» conclude la consigliera per poi spiegare di voler portare il caso in Consiglio regionale attraverso una dettagliata interrogazione rivolta alla Giunta.

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