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venerdì, 24 Maggio 2024

Lo Russo (Pd) accusa: “A Torino usati soldi dei cittadini per la propaganda Cinque Stelle”

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«Fondi pubblici per fare propaganda politica». A denunciare quanto sarebbe accaduto a Torino è il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale Stefano Lo Russo. L’esponente Dem infatti accusa il Movimento Cinque Stelle di aver pagato con fondi pubblici dei manifesti in cui i grillini si vantavano di aver ottenuto sulla ristorazione scolastica la riduzione del -33% sulla quota fissa.

Manifesti come evidenzia Lo Russo che portano il logo della Città di Torino insieme a quello dei pentastellati.

«Soldi dei cittadini per pagare i manifesti di propaganda politica: il nuovo corso del Movimento Cinque Stelle di Torino – accusa Lo Russo – I moralizzatori, i censori, i giustizieri dei pubblici costumi (altrui però) sono sempre più scatenati. In corso Regina Margherita sono stati affissi manifesti pagati con fondi pubblici (hanno il logo della Città di Torino oltre che il logo del M5S) con finalità di propaganda politica».

«Soldi dei torinesi, delle loro tasse – evidenzia Lo Russo – Che invece di essere spesi per tagliare l’erba o coprire le buche vengono usati per propaganda politica. Si tratta un uso del tutto illegittimo dei fondi dei torinesi. Andremo fino in fondo per fare chiarezza e farli restituire al Comune».

«Che poi peraltro le avessero abbassate davvero le tasse», conclude il capogruppo Pd.

In manifesti in realtà sono firmati dal Gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle. Da capire ora se questa propaganda rientri nei limiti dell’attività di comunicazione (pagati con il denaro che hanno a disposizione), che sarebbe prevista per tutti i gruppi presenti a Palazzo di Città.

In serata è arrivata la replica di Valentina Sganga, capogruppo del Movimento Cinque Stelle in consiglio comunale a Torino, al collega del Partito Democratico Stefano Lo Russo.

«L’affissione dei manifesti sulla riduzione della quota fissa delle tariffe per le mense non costerà nulla ai torinesi – spiega Sganga – A differenza di quanto vuol far credere il Pd, che sui costi dei gruppi consiliari non è nella posizione di dare lezioni a nessuno, i manifesti sono stati pagati con una spesa personale e non con i fondi del gruppo consiliare, mentre la loro affissione è stata realizzata con le modalità stabilite dai regolamenti e con l’autorizzazione scritta dei dirigenti comunali responsabili del servizio».
«Già diversi mesi fa il Movimento 5 Stelle aveva richiesto che si procedesse ad una riduzione dei fondi per l’attività istituzionale in carico ai gruppi consiliari. La proposta fu rigettata dalle opposizioni, accogliamo pertanto positivamente il rinnovato interesse per la riduzione delle spese a carico dei contribuenti manifestato oggi e ci aspettiamo che finalmente la nostra proposta trovi l’accoglimento delle altre forze politiche», conclude Sganga.

 

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