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mercoledì, 29 Maggio 2024

L'estate fredda degli italiani in attesa del caldo autunno

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Va bene, l‘estate è finita e tutti dobbiamo farcene una ragione. A parte i pochi ritardatari che hanno deciso di partire per qualche giorno di relax a settembre, la stragrande maggioranza degli italiani è tornata alla routine di tutti i giorni. Svuotate le valigie, riposto i costumi da bagno e buttato via i giornali di gossip e le parole crociate, immancabili sotto gli ombrelloni di agosto, si torna al tram tram quotidiano. Ma oltre all’abbronzatura e ai selfie sulla spiaggia, che cosa ci ha lasciato questa estate? Che cosa ricorderemo oltre alle docce gelate dei vip che hanno riempito il web, e ai temporali estivi che da nord a sud dello stivale non hanno dato tregua ai vacanzieri arrabbiati?
Sicuramente, dando uno sguardo veloce alla situazione del Paese, in Italia nulla sembra essere cambiato.
Il flop degli 80 euro di Renzi, diciamoci la verità, un po’ ce lo aspettavamo. Credere di far ripartire l’economia, o alzare i consumi con un contentino in busta paga, (ottenuto oltretutto grazie anche al ritiro degli assegni familiari degli statali), sarebbe stato da sciocchi. Eppure, il buon Renzi, con la sua facciotta da bravo ragazzo è riuscito a farla bere a tutti, guadagnandosi la simpatia e il consenso di tutti quegli italiani che si sentono persi senza una figura politica che indichi loro la strada da seguire.
Un toscanaccio irriverente, capace di ispirare simpatia anziché vergogna, come se stesse ancora girando la “Ruota della Fortuna” nella trasmissione di Mike Bongiorno, anche quando durante gli incontri diplomatici, con il suo inglese scolastico incarna un po’ l’italiano medio in vacanza all’estero, che in maccheronico cerca di sbrogliarsi nel chiedere informazioni.
Lui in fondo resta lo scout che tutti aspettavano, il ragazzotto all’inizio della fila che munito di bastone guida il gruppo, o il gregge di pecorelle smarrite, che rintontite dalla parola “crisi” scritta ovunque e ripetuta allo sfinimento nei tg, non sanno più dove andare a parare.
L’impressione generale, pesa doverlo ammettere, è che gli italiani, nolenti o volenti, per andare avanti abbiano bisogno di un dittatore.
E mentre le famiglie fanno i conti a fine mese, magari utilizzando la calcolatrice su un tablet, acquistato con una rateizzazione per 20 mesi, nel resto del mondo, senza far troppo rumore, scoppia la Terza Guerra Mondiale. Dai conflitti in Medio Oriente a quelli in Ucraina, la situazione si fa sempre più calda, ma sembra non preoccupare gli italiani, assuefatti e indisturbati dalle immagini di bombardamenti e distruzioni, come se appartenessero ad una realtà parallela.
E poi, qualcuno potrebbe dire, che di “problemi nel nostro Paese ne abbiamo già tanti: da un Mondiale da dimenticare, agli immigrati che sbarcano sulle nostre coste e portano malattie infettive!” Facendo impazzire Beppe Grillo e gli ipocondriaci di tutta Italia, potremmo aggiungere.
Così, mentre vip e calciatori di tutto il mondo collezionano video e figuracce gettandosi a dosso secchiate d’acqua, purtroppo non sempre ghiacciata, e in nome di una causa che fino a poco prima neanche conoscevano, l’estate scorre veloce e giunge al termine.
Cambiamenti per il momento, a parte il ritorno delle mezze stagioni che hanno invaso le altre, non ci sono quindi stati, e a pochi giorni dall’inizio delle scuole, non resta altro che sperare in un autunno più caldo e soleggiato e magari in una svolta, in cui nessuno sembra più credere veramente.
 
 
 

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