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domenica, 14 Luglio 2024

L’America decide di non salvare le persone con disabilità: l’Italia si faccia sentire

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Gli Stati Uniti, hanno deciso quali persone hanno il diritto di essere curate e quali no. La notizia è uscita nei giorni scorsi sul giornale “Avvenire”, in un interessante articolo con il titolo :  Virus. Usa, «niente respiratori per i disabili». Più di 10 Stati scelgono chi salvare, destinato a sollevare una discussione.

Un seminario online del National Disability Institute ha cercato di rispondere a certi quesiti sul Covid–19. Uno su tutti: se una persona con disabilità si ammala e si reca in ospedale, avrà il diritto di essere curato ?

Sono 36 gli Stati che hanno già deciso, e i criteri resi noti da almeno una decina possono portare a una discriminazione nei confronti delle persone affette da disabilità mentale o fisica. In particolare, Minnesota, Colorado, Alabama, Tennessee e Utah hanno introdotto piani di crisi che consentirebbero l’assegnazione di risorse sanitarie limitate in base alla salute mentale del paziente. In alcuni Stati, inoltre, ai pazienti anziani, a quelli che necessitano di dialisi o a quelli con grave insufficienza neurologica verrebbero rifiutati il ricovero e i respiratori.

Nella stessa New York resta in vigore una direttiva del 2007 che prevede che il respiratore individuale di un paziente che ne ha normalmente bisogno per vivere gli possa essere sottratto e dato ad altri durante un’epidemia. Ma anche frasi contenute nelle linee guida di Washington, come «capacità cognitiva», o di Maryland e Pennsylvania, come «disturbo neurologico grave», hanno suscitato l’allarme delle associazioni di difesa delle persone con disabilità.  Alcune associazioni come Disability Rights Washington, Self-Advocates in Leadership e The Arc of the United States hanno fatto causa allo Stato di Washington per impedire l’entrata in vigore dei criteri per l’accesso alle cure salvavita per il Covid-19.

“ Ciò che accade negli Stati Uniti, terra di libertà e democrazia, è davvero disumano”, dichiara Angelo Catanzaro, esponente politico-sindacale da sempre impegnato nel mondo della disabilità e persona con disabilità essendo affetto da paralisi spastica. “Il valore della vita umana non può essere determinato da un mero calcolo matematico.  Essere disabili non limita l’esperienza umana”, conclude.

Anche Antonio Guidi, ex Ministro della Famiglia ai tempi del primo Governo Berlusconi e prima persona con disabilità a ricoprire il ruolo di Ministro, ha voluto commentare : “E’ inammissibile che tutto ciò accada nel 2020, nessuno può arrogarsi il diritto di scegliere chi deve vivere e chi deve morire. Vorrei sapere quali protocolli hanno utilizzato i medici italiani, voglio essere sicuro che questo non accada in Italia, ci attendiamo che il Ministro Speranza faccia immediatamente chiarezza e dica se gli ospedali utilizzano priorità per salvare una vita piuttosto che un’altra. Al contempo chiediamo che il Ministro degli Esteri Di Maio chieda chiarimenti immediati a Lewis Michael Eisenberg, Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia”.

A tal proposito commenta Angelo Catanzaro : “Mi chiedo perché le Nazioni Unite, non prendano posizione in merito nei confronti degli USA, che hanno persino aderito alla Convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità del 27 luglio 2009”.  “Noi ci aspettiamo”, concludono Guidi e Catanzaro,  “che l’Italia faccia da esempio e che si attivi immediatamente per fare il tampone alle persone anziane e alle persone con disabilità e al personale delle RSA “.

Quando si è davanti a un serio pericolo di solito esce la vera natura delle persone dichiara Don Andrea Bonsignori, Preside della scuola del Cottolengo di Torino- Questo vale per un singolo e vale per l’umanità in genere. Dobbiamo renderci conto di come un processo vero di integrazione non puo passare solo da iniziative lodevoli di pochi. E’ una vera presa di posizione e se oggi continuiamo a dire che questa pandemia ci cambierà tutti, beh ora è il momento di farlo di far capire che vogliamo cambiare veramente che capiamo che la solidarietà (come avviene in questi giorni) è la chiave della sopravvivenza. Un risposta vera che vale oggi, ma che deve essere legge di rispetto delle differenze, di ausilio sociale per chi ha meno, di vera e unissona umanità domani. Conclude Bonsignori.

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