Se il meeting Nato, che si è appena svolto in Galles, non ha prodotto grandi novità rispetto all’atteggiamento dell’Alleanza atlantica sul fronte ucraino, alla luce della traballante tregua concorda fra Ucraina e Russia, sembra che le potenze occidentali abbiano però deciso un cambio di passo per il novello “mostriciattolo” Isis.
Fino ad oggi l’impegno delle forze Nato si è dimostrato frammentato e soprattutto senza un reale piano militare o politico da investire sul terreno della guerra agitata dagli islamisti dell’Isis in Siria così come in Iraq.
Il presidente Barack Obama ha dichiarato, in un’intervista a “Meet the Press” della Nbc, che gli Usa presenteranno un piano d’azione per combattere l’Isis mercoledì. “Quello che stiamo facendo non è l’equivalente della guerra in Iraq del 2003, non invieremo truppe di terra” ha precisato Obama.
L’intenzione di Obama è quella di costruire una grande coalizione contro l’Isis, non assumendo però in solitaria il compito della battaglia contro gli islamisti. La monotona ricetta sembra essere quella della guerra, della risposta armata, nell’incapacità di affrontare in maniera differente il caos determinato soprattutto dall’invasione americana del 2003.





