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martedì, 4 Agosto 2020

Ivrea, rissa tra detenuti italiani e stranieri. Osapp denuncia: “Situazione incandescente”

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Andrea Doi
Andrea Doi
Giornalista dal 1997. Ha iniziato nel '93 al quotidiano La Nuova Sardegna. Ha lavorato per Il Manifesto, Torino Sera, La Stampa. Tra le sue collaborazioni: Luna Nuova, Il Risveglio del Canavese, Il Venerdì di Repubblica, Huffington Post, Avvenimenti e Left. Dal 2007 a Nuova Società, di cui è il direttore dal 2017.

25 detenuti del carcere di Ivrea sono rimasti coinvolti in una rissa, al primo piano del penitenziario. Da una parte un gruppo di italiani, dall’altra uno composto da nordafricani. I rivali si sono fronteggiati con bastoni, sgabelli e manici di scopa. Diversi i carcerati rimasti feriti nello scontro.

A raccontare della rissa è il segretario generale dell’Osapp, l’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria, Leo Beneduci, che ha sottolineato che i feriti sono lievi, ma il bilancio poteva essere più pesante: «Un detenuto è stato tratto in salvo dal provvidenziale intervento degli agenti della polizia penitenziaria che hanno riportato prognosi fino a 15 giorni per sedare gli scontri».

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«La situazione nel carcere di Ivrea è incandescente ed è aggravata dalla notevole carenza di organico sia del ruolo ispettori che del ruolo agenti, oltre che dal sovraffollamento della popolazione detenuta. – spiega Beneduci – Solo il costante sacrificio da parte dei poliziotti penitenziari riesce a porre qualche rimedio alle precarie e pericolose condizioni che si verificano. Prima o poi, senza interventi, non potranno più evitarsi conseguenze anche irreparabili».

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