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giovedì, 27 Gennaio 2022

Il dramma delle imprese torinesi: 13 mila a rischio. 40 mila posti in bilico

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Redazione
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Un vero e proprio dramma post emergenza Coronavirus, quello descritto dai dati frutto di una ricerca sulle imprese del terziario della provincia di Torino.

Un dossier realizzato da Ascom Confcommercio Torino in collaborazione con Format Research da cui emerge che nel post emergenza potrebbero non riaprire oltre 13 mila imprese mentre 40 mila sarebbero i posti di lavoro in bilico.

Nei primi mesi del 2020 crolla la fiducia delle imprese del terziario della provincia di Torino, preoccupate per le sorti dell’economia a seguito della pandemia da Covid 19. 

Un calo di fiducia dettato dal tracollo dei ricavi, che per alcuni settori, turismo e dettaglio non alimentare, ha coinciso con l’azzeramento dei fatturati. Scenario critico anche per quanto riguarda la liquidità: la maggior parte delle imprese dispone di riserve sufficienti per sostenere i costi solo fino a fine maggio. Lo conferma l’impennata delle domande di credito nei primi mesi del 2020 (38% contro il precedente 21,5%) e se sono aumentate le risposte positive da parte delle banche è più che raddoppiata la quota di imprese ancora in attesa di un feedback a causa dell’accodamento delle pratiche in lavorazione. Alla crisi di produttività e di liquidità, evidenzia lo studio, va aggiunta, poi, l’emergenza occupazionale, per ora tamponata solo in parte dalle misure adottate dal Governo ma che secondo le stime proseguirà almeno fino alla fine del 2020. In questo contesto, si profila il rischio di una perdita non inferiore al 5% del valore aggiunto del terziario della provincia di Torino nel 2020 (2,6 miliardi di euro), circa 40 mila posti di lavoro nel comparto a rischio e potrebbero andare in fumo tra le 11 mila e le 15 mila imprese del commercio, della ristorazione, della ricezione turistica, dei servizi alle imprese, alla persona e della logistica. 

“I dati ci confermano ancora una volta che siamo di fronte ad una vera e propria emergenza economica e finanziaria che potrebbe proseguire tutto il 2020 con effetti devastanti sulle imprese torinesi del commercio, del turismo, dei servizi già in grave crisi di liquidità e a rischio chiusura, mentre le misure finora annunciate dal governo sono in ritardo e insufficienti ad affrontare questo quadro devastante- commenta Maria Luisa Coppa presidente Ascom Torino e provincia – abbiamo bisogno di credito diretto, a fondo perduto, liquidità immediata per le imprese con fatturati completamente annullati, cancellazione del carico fiscale per tutto il prossimo anno, sburocratizzazione, sostegno al reddito degli imprenditori. I nostri imprenditori sono pronti a ripartire ma hanno bisogno di regole chiare e semplici che possano conciliare sicurezza e sostenibilità economica e vogliono essere protagonisti della ripartenza in un dialogo costante con le istituzioni”.

“Passata l’emergenza sanitaria abbiamo purtroppo tanti altri malati da curare: imprenditori ed imprenditrici, lavoratori e collaboratori di un sistema economico che è ancora fermo, per cui la fase due inizierà forse lunedì – aggiunge Carlo Alberto Carpignano direttore Ascom Confcommercio Torino e provincia – tracollo dei ricavi, azzeramento dei fatturati, liquidità insufficiente, incertezze sul se e come riaprire, lasciano temere un picco di emergenza economica sin dal mese di giugno. Per la cura, bisogna lavorare tutti insieme, istituzioni, esercenti e consumatori per riprendere una nuova normalità anche nelle relazioni quotidiane”

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