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giovedì, 30 Maggio 2024

I ragazzi di Speech Club con Progetto Leonardo. Alvarez: “La solidarietà è un vaccino contro razzismo e violenza”

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

Sono arrivati a Porta Susa allegri, organizzati, rispettosi motivati e con molti doni per i senzatetto. Sono i giovani di Speech Club. Quello che apparentemente potrebbe sembrare solo un laboratorio che aiuta a comunicare bene in inglese (anche in pubblico) è anche un’esperienza di solidarietà. “Il nostro obiettivo – precisa la coach linguistica Gabriela Alvarez, fondatrice di Speech Club  – è prima di tutto formare  giovani a tutto campo, a partire da quello civico,  e quanto vissuto per strada questo 18 dicembre, vicino ai senzatetto, con i volontari di Progetto Leonardo, ha rappresentato  davvero un momento  importante per me rappresenta  il nostro Natale”.

La Alvarez, di origine nordamericana-messicana, si è formata negli Stati Uniti, dove si è laureò in economia d’impresa (marketing). Sposata con un piemontese dal 1989, da tempo insegna   all’Università di Torino ed al Liceo Alfieri di Torino. 

Per spiegare la genesi della sua iniziativa formativa umanitaria ricorda come la beneficenza sia sempre stata di casa nella sua famiglia di origine, che ha dato un contributo importante per la creazione di significative iniziative di solidarietà in Messico come “Comedor de los pobres” e  partecipando a “Amsif international”. 

Speech Club nasce nel 2016 come associazione di Promozione Sociale del Terzo Settore con la mission di  formare i giovani e il pubblico in generale all’utilizzo della lingua inglese in vari contesti quali il public speaking, il debate ed il design thinking.  

Attraverso il ricorso alle tecnologie e metodologie didattiche più innovative Speech Club porta avanti iniziative di networking e per dare forza a quel tanto decantato ponte tra i giovani ed il mondo dell’impresa oggi. Vi è inoltre l’impegno sul territorio con un progetto di community service, scelto e portato avanti di anno in anno insieme ai ragazzi, rivolto verso chi è in difficoltà. Un modo per creare consapevolezza sia nei ragazzi che nell’ambiente da cui sono circondati, famiglia, scuola, amici. 

 Un prestigioso obiettivo di Speech Club, attraverso il percorso di public speaking per giovani dagli 11 ai 18 anni, è quello di dare loro l’opportunità di salire sul palco e raccontare la propria storia durante un evento TED-Ed. Una delle diverse articolazioni della organizzazione non profit TED (Technology Entertainment Design), nata in California 30 anni fa “per diffondere le idee che meritano di essere diffuse”, attraverso conferenze e diverse iniziative culturali di alto profilo e impatto, in forte collegamento con il mondo universitario internazionale.

 Tornando alla serata passata vicino ai senzatetto, nella fredda e silenziosa Torino di questi giorni, viene ricordato come il contatto partì casualmente per merito di Nico, un allievo della Alvarez, che è anche volontario da tempo di Progetto Leonardo.

  “Dopo aver contattato Eusepia Iezza, fondatrice di Progetto Leonardo (che tutti conoscono come “Tina”), ci siamo organizzati per dare il nostro contributo, coinvolgendo i ragazzi che avevano piacere di vivere questa esperienza e la risposta è stata accolta con grande entusiasmo”.   

“Per noi – aggiunge Gabriela Alvarez – si tratta di una forte azione sul piano formativo e valoriale. Un modo concreto per dare valore alla parola rispetto del prossimo, aiuto, impegno. Quello che ritengo il miglior “vaccino” contro quei rischi che si chiamano  violenza, razzismo, discriminazione che sono ancora molto diffusi.

Infatti lo Speech club aiuta i ragazzi a comunicare a esprimersi e a sviluppare progetti in inglese ma parte dal principio che il discorso formativo non può limitarsi ad un fatto tecnico didattico e deve viaggiare su esperienze vissute anche nella cruda realtà sociale oltre che culturale.

“Per questo – precisa la Alvarez – abbiamo sviluppato questo progetto formativo innovativo “a tutto campo” che è solidale. Siamo infatti un APS (Associazione di Promozione Sociale Ente del Terzo Settore) rivolta a giovani con una filosofia che non punta solo ad una mera crescita individuale ma a coinvolgere l’ambiente familiare e il territorio cercando di stimolare l’iniziativa, l’azione”.

E aggiunge: “Avevamo già fatto esperienze di solidarietà di questo tipo l’anno scorso, collaborando con la mensa dei poveri dei Frati Minori insieme a Progetto Leonardo, ma quest’anno l’impatto è stato molto più forte e condiviso e non ci fermeremo qui” conclude Gabriela Alvarez orgogliosa dei suoi ragazzi che sono stati entusiasti con calore e umiltà. 

Soddisfazione anche da parte di Eusapia Iezza che ha sempre puntato sempre più sui giovani per portare avanti da dieci anni la sua missione di aiuto per i senza fissa dimora con tenacia e determinazione indipendentemente da tutto. Ora la sua idea di aprire il discorso a componenti delle espressioni della società civile e religiose sta portando ottimi frutti.

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