#giulemanidareport. La replica di Ranucci: “L’esposto di FdI è su vergognose congetture”

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

Ranucci ribadisce che il suo staff è unito e smentisce che ci sia un inchiesta sull’eolico nel Lazio condizionata da Valter Lavitola, definendole vergognose congetture, alla base dell’esposto di Fratelli d’Italia. Intanto invita i telespettatori a farsi una foto, mentre guardano il programma su RaiPlay, per pubblicarla e taggarla su #giulemanidareport

 Si va verso una chiusura definitiva del programma di Rai 3?

 “Finalmente ci sono riusciti”. “Non vedevano l’ora”.

 Un’onda di commenti critici sui social ha accompagnato la decisione della Rai di bloccare le repliche estive di Report. Programma di giornalismo investigativo di Rai 3, di alto successo, (ha toccato anche il 10% di share, ovvero 1,7 milioni di telespettatori), da sempre nel mirino del Governo. Un’iniziativa, (un blocco che tanti ritengono un primo passo prima della definitiva chiusura)  giustificata come atto per  tutelare  il patrimonio editoriale di grande valore  

Al coro contro Report si aggiunge l’inviato del presidente degli Stati Uniti per le partnership globali , Paolo Zampolli,  che ha chiesto 5 milioni di danni a Ranucci per l’inchiesta (erano delle interviste) che l’avrebbe   danneggiato.

Alla puntata dedicata al Presidente del Senato e agli incarichi dei suoi figlioli, si erano accompagnate quelle sui cantieri Milano-Cortina, sul Ponte Morandi, sulle stragi mafiose, con un servizio altamente critico verso D’Alema e diversi ministri,  oltre a una miriade di inchieste su questioni di ordinaria follia che toccano stragi mafiose, truffe alimentari, sprechi, burocrazia, iniziative promozionali farlocche e utilizzo fondi Pnrr.  

Con un comunicato stampa che riportiamo, cui manifestiamo la nostra solidarietà, la redazione di Report ha  replicato  alla decisione della Rai  definita  “una censura senza precedenti”, attuata sorprendentemente prima  che le indagini della  magistratura chiariscano chi ci sia dietro un attentato che vede Sigfrido Ranucci come parte lesa.

“Veniamo a sapere che la Rai ha deciso di sospendere le repliche estive di Report ‘in attesa che

si chiarisca la posizione di Ranucci’. E che lo abbia fatto

addirittura per tutelare noi. Non comprendendo quale connessione possa esserci tra i fatti emersi in questi giorni e le nostre inchieste, riteniamo che questa decisione sia lesiva del nostro lavoro e del nostro impegno e temiamo che possa preludere a una nostra cancellazione in vista della prossima stagione  

È grave che fino a ieri il direttore Paolo Corsini abbia

valutato con gradimento la qualità delle repliche e oggi in

concomitanza con le richieste di Libero del gruppo Angelucci sull’opportunità di mandare in onda sia stata assunta questa iniziativa. Del resto, questa decisione è l’estrema conseguenza di una pressione costante subìta in questi anni, che culmina nella recente richiesta di Fratelli d’Italia di svolgere un’indagine interna alla Rai su Report.

Quindi verrebbe da dire:

non vedevano l’ora. Questa censura senza precedenti avviene ancor prima che le indagini della magistratura abbiano definitivamente chiarito che cosa e chi sta dietro l’attentato a Sigfrido Ranucci, che ricordiamo è parte lesa in un procedimento giudiziario.

La redazione di Report è un gruppo di redattori

testati nella loro qualità, indipendenza e rigore da moltissimi anni. Amiamo questo lavoro come parte decisiva della nostra vita. Sappiamo bene che Report è un obiettivo. Ma sappiate che lo difenderemo, centimetro dopo centimetro”.

Per ora la cancellazione è stata esclusa da Viale Mazzini e la nuova programmazione dovrebbe partire a novembre, ma sono eloquenti le pressioni persistenti da anni contro un “programma scomodo”  nel mirino di Fratelli d’Italia intenzionata ad avviare una indagine alla Rai su Report. Fatti che in ogni caso non giustificano una chiusura delle repliche.

Il sindacato dei giornalisti Usigrai, e il presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli, non nascondono le preoccupazioni per il futuro di Report un programma che infastidisce. Non sembra che questo governo sia particolarmente interessato al futuro della Rai principalmente da “normalizzare”.

Una Rai in cui abbondano quiz, ricette, interviste accomodanti, tra tanti dirigenti (300) su un totale di 11mila dipendenti. Un colosso storico, regno del videocrate Bruno Vespa, che continua a perdere colpi, superato da tempo da  Mediaset, mentre la 7 continua la sua ascesa tra  telespettatori con i  sui device digitali che crescono del  +23%  e con il grande successo di programmi come “Otto e mezzo” e dei tanti momenti  di approfondimento legati all’attualità politica.

Ultim’ora: Ranucci smentisce che ci sia un’inchiesta sull’eolico nel Lazio condizionata da Lavitola, alla base dell’esposto di Fratelli d’Italia, e invita i telespettatori a farsi una foto mentre guardano il programma su RaiPlay e pubblicarla e taggarla su  #giulemanidareport.

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