Serve più sensibilità ecologica, una migliore comunicazione ed efficienza del servizio raccolta.
Si parla molto di sicurezza e islamizzazione mentre raccolta rifiuti e transizione ecologica pare avere un ruolo apparentemente marginale, (a parte qualche polemica politica), per chi ci governa e per la cittadinanza. Tanto più in questo periodo di caldo estremo, non solo in Italia, caratterizzato da siccità, ondate di calore estremo prolungato, bombe d’acqua e improvvise grandinate con chicchi giganti. Un contesto di tropicalizzazione del clima con effetti rilevanti su un terreno fragile come quello della nostra penisola.
Gli eventi metereologici estremi, cresciuti dal 2010, interessano oltre 500 comuni italiani.
I tanti negazionisti del cambiamento climatico (l’ultimo della serie è l’emergente Vannacci, che segue le orme di Trump) rappresentano un pessimo servizio ad un paese che ha il record di sanzioni ambientali per i reiterati ritardi nell’adeguarsi alle normative comunitarie (direttive sulle acque e sulla riduzione emissioni inquinanti).
Un discorso che registra, anche in questo 2026, nuove procedure d’infrazione per un paese che, a tante eccellenze eco virtuose, vede affiancate una selva di comportamenti incivili, compresi i ritardi di diverse amministrazioni (discariche abusive o non a norma, trattamento acque reflue che hanno un risvolto economico. Ritardi in materia ambientale che, dal 2012, ci sono costati 1,2 miliardi di euro in sanzioni all’Unione europea (800 milioni nel solo 2024). Questo nonostante il fiume di fondi legati al Pnrr.





