Piemonte. Emergenza siccità.  Rossi (Pd): “Dove sono finiti i fondi del PNRR per ridurre le dispersioni?”

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

Non piove governo ladro (e quando piove fa disastri)

In questa estate rovente, siccità e incendi ed eventi climatici estremi si fanno sentire anche in Piemonte. La Regione ha dichiarato lo stato di emergenza.  Basta vedere il quadro dei campi di mais rinsecchiti, l’emergenza per il riso nel vercellese e l’annuncio di anticipo della vendemmia.

Il Piemonte continua a perdere acqua  e  le opposizioni lanciano le loro critiche per una situazione dai risvolti drammatici per il territorio e per i sacrifici che comporta alla cittadinanza: “La dichiarazione ufficiale dello stato di emergenza regionale per siccità e incendi certifica in modo drammatico quello che denunciamo da tempo: non siamo di fronte ad un’anomalia imprevedibile, ma a una condizione ormai strutturale” denuncia il segretario regionale del Pd Domenico Rossi, che aggiunge: “Il Piemonte continua a perdere acqua lungo le condotte e la Regione non è in grado di dire se gli investimenti del PNRR stiano producendo risultati concreti riducendo le dispersioni.

I dati attestano come il  quadro idrico sia toccato , oltre che dal preoccupante netto calo  delle  precipitazioni,  con ricadute pesantissime sull’agricoltura colpita da temperature estreme, anche da una rete regionale di distribuzione colabrodo, che ogni anno disperde  ben 220 milioni di metri cubi di acqua potabile (il 35% dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione).

 In questo quadro per la prima volta si è parlato in Piemonte di effetto “flash drought” che piega e devasta, in tempi rapidissimi con la sua morsa,  agricoltura,  suolo e riserve idriche  con effetti devastanti.

Insomma non riusciamo ancora ad abituarci al clima caraibico come invece ci augura bonariamente il nostro presidente del Senato. Dopo tutto parlare di sicurezza e far west porta più voti che propinare lagne su prevenzione ambientale o le crisi aziendali. Questo mentre anche le strabenedette centrali nucleari chiudono in Francia e sul Danubio, per mancanza di acqua.

Caldo estremo.  118 preso d’assalto a Torino

Disidratazione, colpi di calore, cali di pressione sono i malori  più comuni nel boom di chiamate al 118, in questa estate in cui si arriva a 39 gradi.  Un discorso che tocca maggiormente l’area urbana torinese e gli anziani , in cui è messo a dura prova il sistema di emergenza preospedaliera.

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