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domenica, 14 Luglio 2024

Giornata contro le discriminazioni, Giusta: “Per uguaglianza servono legalità e inclusione”. Tre giorni di iniziative a Torino

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Bernardo Basilici Menini

Una ricorrenza per ricordare e portare avanti la lotta contro le discriminazioni. “Torino si sveglia antirazzista” arriva alla sua quarta edizione, la prima nel 2014, e, come ogni anno, sono stati organizzati dall’associazione Trepuntozero diversi appuntamenti per «coinvolgere le persone in un percorso di coscienza e abbattimenti delle forme di razzismo». Le iniziative dureranno fino a sabato 25 marzo e saranno scandite da diverse tappe .

La prima è stata, nella mattinata di oggi, un flashmob in piazza Palazzo di Città, durante il quale i presenti hanno fatto volare palloncini colorati, a ognuno dei quali era legato un biglietto con una frase inerente il tema delle discriminazioni. Per il prossimo venerdì è prevista una “biblioteca vivente”, organizzata dall’associazione Giosef Unito. Sabato, giornata di chiusura, due iniziative. La prima, dalle 14.30 alle 16:00, Arcigay, Giosef Unito, e alcuni volontari del servizio civile Arci sensibilizzeranno gli abitanti di Torino all’interno di un contesto molto particolare: il tram 4 nella sua corsa da piazza Derna a piazza Caio Mario. La seconda sarà invece una tavola rotonda in CasArcobaleno sull’intersezionalità, vale a dire la convergenza di soggetti attivi in diverse dimensioni e ambiti su un punto in particolare, in modo da creare una contaminazione positiva.

Alla conferenza stampa di presentazione ha parlato l’assessore alle Politiche per la multiculturalità Marco Giusta: «L’accostamento tra la giornata contro le discriminazione e la giornata mondiale sulla sindrome di down non è casuale: quello che si vuole proporre è un approccio che guardi alla persona non solo per una sua specificità, ma la intenda come a 360 gradi come portatrice di varie dimensioni che si contaminano. Una città che vuole essere inclusiva deve avere l’idea di costruire l’uguaglianza a partire dall’equità, occupandosi di chi rimane indietro, anche dal punto di vista dell’esclusione sociale delle periferie, per esempio».

«Il grande tema di oggi – prosegue Giusta – è l’islamofobia. Abbiamo difficoltà in una conoscenza diffusa che non sa scindere il comportamento di pochi radicalizzati estremisti dalle persone di fede musulmana. Queste ultime sono le prime vittime e spesso vengono trattati come se dovessero giustificarsi». Sul tema dell’immigrazione, Giusta sottolinea come «ci sia bisogno di una legalità diffusa: il rispetto delle regole si forma dell’uguaglianza. Ma per avere legalità diffusa abbiamo bisogno di percorsi di cittadinanza attiva, altrimenti il disagio prevale e l’inclusione non arriva. Abbiamo bisogno inoltre di un approccio laico, ma non laicista: le fedi delle persone sono centrali nell’integrazione e il loro riconoscimento è imprescindibile».

Presente anche Giampiero Leo, del Comitato regionale per i Diritti umani: «Ci sono forze positive, che riescono a unire la diversità e la pluralità. Oggi, a parte i giornali, vecchi e nuovi media veicolano messaggi allucinanti, basti vedere i talk show. Il concetto fondamentale è la libertà, che ha come unico limite la libertà dell’altro: come può disturbare un velo che lascia scoperto il volto, e quindi non crea problemi per la sicurezza, se chi lo indossa è libero di indossarlo? Anche il velo è un arricchimento. Da colore in una città che ne ha bisogno. Sull’immigrazione bisogna approcciarsi con grande equilibrio: non c’è solo il diritto a immigrare, ma anche quello a non migrare, che si deve costruire con un lavoro solidale internazionale».

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