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martedì, 28 Giugno 2022

Fiat, Landini: “Incontro utile. Siamo rientrati dalla porta principale”

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«Vogliamo aprire un confronto vero. Il nostro obiettivo è un tavolo unico con gli altri sindacati». Con queste parole il segretario della Fiom Maurizio Landini si è preparato all’incontro con il Lingotto, i piani alti della Fiat.
«Il nostro obiettivo – ha detto Landini – è discutere le scelte industriali del gruppo e difendere l’occupazione. Faremo da qui ai primi di dicembre le assemblee in tutti gli stabilimenti: abbiamo messo a punto una carta rivendicativa che sottoporremo alla consultazione e al voto e su quella base vogliamo aprire un confronto in Fiat con la disponibilità a un tavolo unico rispetto al quale finora ci sono state incomprensibili resistenze da parte degli altri sindacati».
«La sentenza della Consulta dice che non si può discriminare nessun sindacato e se un sindacato viene discriminato c’è l’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori».
Al “vertice”, che si è svolto all’Unione industriale, hanno partecipato due delegazioni, da una parte quella della storica casa automobilistica, dall’altra i metalmeccanici della Cgil.
La prima guidata dai responsabili delle relazioni industriali di Fiat, Pietro De Biasi e Cnh Industrial Vincenzo Rhetus, che però hanno lasciato l’incontro a causa di impegni precedentemente presi, la seconda dal segretario della Fiom, Landini.
Un tavolo, che precede quello più ufficiale a cui prenderanno posto gli altri sindacati per discutere sul futuro di Mirafiori, di cui Landini si dice soddisfatto e pronto a trattare con i piani alti: «È stato un incontro utile che ha riaperto una discussioni con l’impegno a rivederci entro metà dicembre. Abbiamo ricominciato da dove ci eravamo lasciati tre anni fa, abbiamo ripreso la trattativa rientrando dalla porta principale».
«Abbiamo chiesto all’azienda – ha detto Landini – una serie di approfondimenti sugli investimenti e sulle strategie del gruppo, sia di Fiat sia di Cnh Industrial. Abbiamo ribadito che il tavolo deve essere unico con tutte le altre organizzazioni. La Fiat ha preso atto, non ci ha risposto. Noi avremmo preferito che l’incontro fosse stato unico, va bene che abbia visto prima noi ma il tema resta aperto. D’altra parte la sentenza della Corte Costituzionale del 23 luglio va in questa direzione, sarebbe un fatto d’intelligenza affrontare la questione».
Si tocca il tema caldo della rappresentanza: «Nel contratto Fiat c’è una clausola un po’ inusuale in base alla quale solo chi firma può stare al tavolo, ma la Consulta ha chiarito che le organizzazioni possono stare al tavolo perché rappresentative e non perché firmano gli accordi».
«Abbiamo ribadito alla Fiat che continueremo a insistere affinch‚ il governo convochi un tavolo di confronto sulle scelte di politiche industriali che devono essere fatte. E’ un punto non secondario. Siamo interessati al fatto che l’obiettivo di non chiudere stabilimenti e non fare licenziamenti sia concretamente praticato».
E poi in merito a Fim e Uilm: «C’è una nostra lettera del 12 aprile a Fim e Uilm, prima dell’accordo interconfederale, in cui indichiamo otto punti sulla base dei quali riprendere rapporti dignitosi all’interno della categoria. Ci fu risposto che bisognava aspettare l’accordo interconfederale, poi la sua applicazione. Oggi ci dicono che dobbiamo prima firmare l’accordo separato con Federmeccanica e quello con Fiat. Mi pare non abbiano voglia di riprendere rapporti corretti. E’ stata più veloce la Fiat a risponderci mentre Fim e Uilm, che stanno nel nostro stesso palazzo, non hanno trovato neanche il tempo di fare le scale. Se si vuole fare un passo avanti lo devono fare in tanti. Noi non abbiamo mai rifiutato il confronto».

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