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sabato, 25 Maggio 2024

È una bufala la grande testimone che dovrebbe salvare Berlusconi

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Il bugiardo numero uno della politica italiana, non smentendo le sue doti di buffone, aveva annunciato carte segrete provenienti da lontano con le quali avrebbe richiesto l’annullamento della sentenza della Cassazione perché fondata su processi fasulli in primo e secondo grado.
La grande novità, la bomba giudiziaria a favore del pregiudicato Cavaliere sarebbe la testimonianza di una donna, tale Dominique Appleby che con una dichiarazione giurata già trasmessa alla Procura di Milano sarebbe in grado di innescare la revisione del processo nel quale il signore dalle tre B (Berlusconi, Bugiardo, Buffone) è stato condannato in via definitiva a quattro anni di galera.
Il nome di questa signora non è affatto una novità, come risulta dalle carte che compongono il monumentale dibattito Mediaset, tutto consultabile via internet.
Si tratta di una vecchia conoscenza falsamente presentata da mister Bugiardo come un’inedita testimonianza scandalizzata dalla condanna inflitta al grande Buffone.
Una trafficante che si muoveva tra società offshore utilizzate dal mediatore egiziano americano Frank Agrama di cui era collaboratrice, condannato come Berlusconi in via definitiva dalla Cassazione nell’agosto scorso.
Il grande Bugiardo ha tra l’altro affermato che questa signora avrebbe saputo «solo nel luglio 2013 del mio rinvio a giudizio, e nell’ottobre scorso della mia condanna decidendosi quindi a rilasciare la testimonianza giurata». Falso! Dalle carte risulta che la nuova teste sapeva benissimo che sin dal 2006 la Procura indagava su Berlusconi.
Un altro intermediario, tale Alfredo Cuomo, ha dichiarato a suo tempo ai magistrati, come risulta da un verbale agli atti, di ritenere che il giro tra case di produzione di film, intermediari, banche svizzere e Mediaset fosse concordato per spartirsi i fondi neri creati proprio dall’intermediazione dei diritti. «Di questi buona parte – come scrive oggi Paolo Colonnello su “La Stampa” – nell’ordine delle centinaia di milioni finivano a Berlusconi. Come hanno dimostrato le sentenze».
In attesa del «colpo di Stato» annunciato dal Buffone con la sua decadenza dal Senato, aspettiamo una nuova conferenza stampa del grande Bugiardo nella quale spieghi come ha potuto dimenticare il reale ruolo svolto a suo tempo dalla nuova teste, la signora Appleby, considerata negli atti processuali «una testa di legno». Coraggio signor BBB.

 ©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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